Boeri, i migranti servono. Salvini: “sta facendo politica”

Il Presidente dell’Inps critica il decreto dignità, l’eccessiva burocrazia e i caosattorno a cui verte il documento, oltre a lanciare il monito circa un tema come la migrazione che non deve essere visto, a suo modo di interpretarla, come un problema in senso assoluto dal m,omento che “l’immigrazione serve”. Dall’altro lato, invece, la posozione ferma e risoluta di Matteo Salvini che ruggisce via social network.

" Servono più immigrati per pagare pensioni... cancellare L.Fornero costa troppo... servono più immigrati per fare lavori che gli italiani non vogliono più fare...” Presidente Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare di tantissimi italiani. Vive su Marte?"

Dal canto sui, Boeri, presidente dell’Inps: "I dati sono la risposta migliore e non c’è modo di intimidirli. La mia risposta è nei dati e i dati parlano. Oggi presentiamo quella che è la verità che bisogna dire in Italia".

Nella sua relazione alle Camere, Boeri si aggiunge anche alle voci critiche verso il decreto dignità. Nella sua Relazione annuale alle Camere, Boeri spiega: "Se cinque proroghe del contratto sono troppe "non si vede perché reintrodurre le causali su quelli a tempo determinato. L’esperienza passata dimostra che comportano un forte appesantimento burocratico, scoraggiando la creazione di lavoro soprattutto nelle piccole imprese. Meglio aumentare i contributi sociali di questi contratti ad ogni proroga. L’esperienza ci dice anche che è molto difficile per le amministrazioni pubbliche valutare le giustificazioni addotte dalle imprese per ricorrere ai contratti a tempo determinato". Meglio dunque semplificare la normativa - conclude - e rafforzare la vigilanza ispettiva.

Alla Camera, nella sua Relazione annuale, Boeri torna su un tema a lui caro: i giovani, che versano ancora in stato di abbandono. "Purtroppo - spiega Boeri - la fuga all’estero di chi ha tra i 25 e i 44 anni non sembra essersi arrestata neanche con la fine della crisi. Nel 2016, l’ultimo anno per cui sono disponibili i dati dell’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, abbiamo perso altre 115.000 persone, l’11% in più dell’anno precedente.


 

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