‘TRA LE OPZIONI CHE ABBIAMO PER LA CRISI IN VENEZUELA, NON ESCLUDIAMO QUELLA MILITARE’

    Ultimo aggiornamento 00:00

    “Abbiamo molte opzioni per il Venezuela. E’ nostro vicino. Abbiamo truppe in tutto il mondo, in luoghi molto, molto lontani. Il Venezuela non è molto lontano e la gente sta soffrendo e morendo. Abbiamo molte opzioni per il Venezuela, ivi compresa una possibile opzione militare se è necessaria”. Il presidente Trump non intende affatto restare a fare da spettatore davanti all’immane tragedia sociale che si sta consumando nel paese sudamericano. Il presidente ne ha parlato ai giornalisti, al fianco del segretario di stato Rex Tillerson, e dell’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley. Dunque per la prima volta il presidente è uscito allo scoperto, affermando però anche di voler ‘prima’ tentare un colloquio telefonico con il presidente venezuelano Nicolas Maduro, affermando però che non parlerà con lui fino a quando “la democrazia non sarà stata restaurata” a Caracas. E’ anche vero però, che fino ad oggi, Maduro ha puntualmente ignorato gli appelli di Washington sul rispetto della Costituzione venezuelana, sull’organizzazione di elezioni libere ed eque, sul rilascio dei prigionieri politici, e sulla fine delle violazioni dei diritti umani ma, hanno ribadito da Washington: “Maduro ha invece scelto la strada della dittatura. Gli Stati Uniti – spiega un comunicato stilato dalla casa Bianca – sono al fianco del popolo del Venezuela di fronte alla continua oppressione del regime di Maduro. Il presidente Trump sarà lieto di parlare con il leader del Venezuela non appena la democrazia sarà stata restaurata in quel Paese”. Dure le reazioni venezuelane con il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino Lopez, che ha definito la minaccia di Trump “un atto di follia e di supremo estremismo. C’è un’élite estremista che governa gli Stati Uniti”. Dello stesso avviso anche Ernesto Villegas, ministro della Comunicazione e dell’Informazione del Venezuela, che ha scritto su Twitter: “Quella di Trump è la più grave e insolente minaccia mai proferita contro la Patria di Bolivar”. Intanto il vice presidente Mike Pence si appresta a volare nei Paesi dell’America Latina per approfondire la situazione. Il primo che incontrerà sarà il presidente colombiano Juan Manuel Santos, uno tra i leader sudamericani che si sta maggiormente impegnando per giungere ad una soluzione negoziale in merito alla crisi a Caracas. Poi, nell’ordine, Pence visiterà Argentina, Cile e Panama.
    M.