‘DOBBIAMO SOSTITUIRE LA PAROLA AUSTERITY CON CRESCITA’. RENZI: ‘CON IL CONSULTELLUM MI CANDIDEREI AL SENATO’

Intervenendo alla direzione del Pd al Nazareno, oggi il segretario ha affrontato diversi temi. “Tutta la sinistra europea è in crisi, i risultati del governo stanno arrivando, le forze populiste stanno perdendo smalto. Siamo al rush finale. Il punto è che il tempo delle elezioni si calcola in settimane, per questo ora è il tempo della responsabilità. Mai come adesso la situazione internazionale imporrebbe l’Europa in campo. In Germania presumibilmente fino al Natale non ci sarà governo, e in Spagna c’è una profonda crisi della politica”. Poi dopo aver sottolineato il recente discorso tenuto dalla premier britannica Theresa May a Firenze, Matteo Renzi ha affermato di aver “molto apprezzato il discorso di Macron. La debolezza politica in Europa è sotto gli occhi di tutti”. E dunque, ha aggiunto, urge una “forza tranquilla, responsabilità e forza della politica”. Quindi il segretario ha affrontato ‘la questione interna’, spiegando che “Chi alimenta polemiche con i compagni di partito sbaglia. Dobbiamo giocare tutti insieme, chi non gioca con la squadra fa fare gol agli avversari. Non rinunciamo al confronto interno ma da qui a inserire Tafazzi nel nostro Pantheon ce ne passa. Noi riusciamo a dividerci anche quando vinciamo le elezioni, come successe in Emilia”. Infine, il segretario dem ha voluto dire la sua anche sulla legge elettorale: “Dobbiamo fare uno sforzo ulteriore: o ci teniamo il Consultellum o facciamo il Rosatellum. Se ci fosse il Consultellum mi candiderei in Senato con le preferenze. Il Rosatellum ha dei punti di vantaggio sul proporzionale, e chiama la creazione di una coalizione. Il Rosatellum è un passo in avanti oggettivo. Il Pd è il baricentro ma con il Rosatellum serve una coalizione più ampia”. Il segretario ha anche posto l’accento sull’azione dell’esecutivo: “L’Italia svolge la sua funzione portando a casa i suoi risultati, ma dovrà superare degli scogli a partire dal fiscal compact. Dobbiamo sostituire davvero la parola austerity con crescita. Su questo punto si gioca essere o meno di sinistra”. La chiosa è sugli istituti di credito: “Sulle banche ha gestito bene sia il caso di Siena che quello delle banche venete, con il fantasma delle decisioni sbagliate prese nel 2012-2013”. Intanto, ha proseguito Renzi, “questo Paese ha più posti di lavoro, il Pil cresce, i consumi aumentano”. Per il leader dem, “la discussione vera non è sui massimi sistemi ma su questi problemi”.
M.