‘L’IS RINGRAZIA. ERA IL CASO DI DIFFONDERE LE IDENTITÀ DEI DUE AGENTI?’, IL POPOLO DEL WEB INSORGE CONTRO MINNITI E GENTILONI. IL CAPO DELLA POLIZIA TEME RITORSIONI

Se da una parte la notizia della morte del terrorista tunisino esalta l’attenzione e l’impegno dei nostri agenti, dall’altra l’eccessiva ‘sovraesposizione’ alla quale sono stati sottoposti i due giovani poliziotti rischia di trasformarsi in un terribile boomerang: “Is ringrazia”, “Ma per la loro sicurezza non era meglio tenere il segreto sui loro nomi?”. Ancora una volta sono stati i social i primi a farsi latori di un preoccupazione poi allargatisi a macchia d’olio nel Paese: era davvero il caso, vista la delicatezza della questione, render noti le identità degli agenti? In moltissimi fra gli utenti del Web, hanno manifestato la loro preoccupazione per l’incolumità dei poliziotti e delle loro famiglie. Lo si capisce dalla pioggia di critiche che hanno ‘intasato’ l’account Twitter del premier Gentiloni: “Perché sono stati diffusi i loro nomi? Non temete attacchi diretti o indiretti per rappresaglia?!?”. Qualcuno fa anche giustamente riferimento “ai fondi tagliati alle forze dell’ordine” e chi redarguisce il presidente del Consiglio per aver detto all’Isis “chi andare a cercare”. Infine, c’è chi, deluso, si domanda: “Ma in che mani siamo finiti?”. Timori poi non così infondati, se per primo il capo della Polizia FrancoGabrielli, poco dopo la sparatoria di Sesto San Giovanni ha diramato una circolarenella quale si invita a prestare la”massima attenzione”per la possibilità di eventuali”azioni ritorsive”nei confronti dei poliziotti e delle altre forze dell’ordine, invitando a mettere in atto ogni iniziativa utile alla sicurezza degli operatori in divisa. Ad ogni modo nel paese, e nella Capitale in particolare, dopo lastrage di Berlino è stato innalzato il livello di sicurezza. A Roma resta attivo il dispositivo attuato per il Giubileo. Più controlli all’ingresso dei tir in città e orari più stretti per carico e scarico merci.

M.