‘NON HO MAI SMESSO DI CREDERE NELLA GIUSTIZIA’: L’EX SINDACO DI ROMA IGNAZIO MARINO È STATO ASSOLTO NELLA VICENDA RELATIVA AGLI SCONTRINI E ALL’ONLUS IMAGINE

“Per quanto riguarda la mia assoluzione me lo aspettavo, sapevo di essere innocente.Di fronte ad accuse così infamanti di media e politica è stata finalmente ristabilita la verità’’. E’ finito l’incubo per l’ex sindaco di Roma Ignazio marino, che stamattina (con la sentenza è stato il gup Pierluigi Balestrieri) è stato assolto dall’accusa di peculato, falso e truffa nell’ambito del processo sui rimborsi ottenuti per 56 cene e per la vicenda della Onlus Imagine. “Desidero sottolineare come nei momenti più bui di questa vicenda io non ho mai smesso di credere nella giustizia – ha detto marino – La strategia vincente è stata quella di chiedere un confronto tra le tesi oggi bocciate della Procura della Repubblica e le affermazioni di verità che durante questo lungo anno ho pronunciato in ogni sede’’, Per l’accusa di peculato relativa ai rimborsi per le cene il magistrato ha dichiarato l’insussistenza dei fatti contestati mentre per quanto riguarda la vicenda della Onlus Imagine ha ritenuto che non costituiscono reato, assolvendo Marino dalle accuse di truffa e falso. L’ex primo cittadino della Capitale, lasciando l’aula ha voluto “innanzitutto ringraziare” i suoi “avvocati Enzo Musco, Franco Moretti e Alessandra Martuscelli i quali con passione e vera dedizione e con alta professionalità si sono battuti perché la verità venisse affermata. E’ chiaro – ha poi aggiunto – che questa decisione sarà oggetto di valutazione in sede politica e che sarà criticata o lodata espressamente a seconda dei punti di vista da cui ci si mette. Per me questa decisione ha soltanto il valore di ripristino della verità e della conseguente mia interiore tranquillità. Quanto al mio futuro politico, che molti di voi mi chiedono – ha concluso – devo dire che non è questo il momento di prendere decisioni ma è invece un momento di riflessione su quello che è stato e su quello che verrà”. Per  l’ex sindaco, per il quale i pubblici ministeri Roberto Felici e Pantaleo Polifemo avevano chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi.

M.