‘PREMESSO CHE A MIO AVVISO IL PROBLEMA NON SONO QUELLE ITALIANE, L’ACCORDO UE SULLE BANCHE È A PORTATA DI MANO’. RENZI TEME DI PIÙ I DERIVATI DELLE BANCHE STRANIERE

“Un accordo compatibile con le regole attuali è a portata di mano. A mio giudizio il problema delle banche in Ue non sono le banche italiane. Io sono molto più preoccupato dei derivati delle banche di altri paesi che non dei debiti incagliati delle nostre banche”. Così Matteo Renzi sul Corriere della sera, commentando l’accordo in Ue sulle banche. Un tema, ha sottolineato il “che va affrontato e risolto e ci sono tutte le condizioni per farlo” anche attraverso interventi come quello delle fusioni: “Le banche devono fondersi, in particolare le banche popolari. Noi -ha aggiunto- vogliamo che i correntisti siano al sicuro”. Quindi Renzi è tornato ad affrontare l’argomento Referendum: “Il 30 ottobre c’è il ponte… a naso potrebbe essere anche il 6 novembre”, ha spiegato il presidente del Consiglio a proposito della data indicata per il voto plebiscitario, che lui vedrebbe bene ad ottobre anche se, precisa: “dipende dalla Cassazione. Lo spacchettamento? Secondo me non sta in piedi, non è possibile, come dicono molti giuristi. Non si può fare un referendum a la carte”, ha aggiunto prima di ribadire che “decide la Cassazione”. Altri gli argomenti che Renzi affronta poi nell’intervista rilasciata al Corriere: “Per me la legge elettorale c’è” ed una legge che garantisce stabilità e “a mio giudizio è un fatto positivo. Poi se il Parlamento riesce a farne un’altra, si accomodino. Poi mi dicono preoccupati: ma così possono vincere gli altri. Si chiama democrazia”. Quindi, i migranti: “Se scappi dalla guerra o da Boko Haram ti accolgo perché siamo umani, ma non è possibile accogliere tutti, non è buonismo, sarebbe cattivissimo dire che si accolgono tutti. Non è pensabile poter accogliere tutti. Nell’arco dei prossimi anni dobbiamo investire in Africa e noi ci stiamo lavorando ma nell’immediato non possiamo tenere i richiedenti asilo per strada. La soluzione da trovare in modo rapido – ha poi aggiunto il premier concludendo – è un meccanismo per cui permetti a chi è in attesa della richiesta d’asilo di fare qualcosa, un servizio alla comunità. Questo è un problema per loro ma anche per i cittadini e noi stiamo lavorando ad una soluzione”.

M.