“MUSEI 2.0”: UN INNOVATIVO SISTEMA GRATUITO PER RENDERE IL GRANDE PATRIMONIO ARTISTICO CAPITOLINO FACILMENTE FRUIBILE A TUTTI

Oggi un giovane tesista, un professore universitario e un consigliere romano con la delega all’innovazione: è questo il team vincente che ha permesso di realizzare, senza alcun costo, un innovativo progetto di catalogazione interattiva in ambito artistico-culturale. L’opera, rigorosamente open source e quindi a disposizione di chi ne farà richiesta, è stata pensata per rendere immediatamente fruibile lo sterminato patrimonio artistico della capitale: architetture, opere antiche, chiese e poli museali diventeranno luoghi con percorsi facilitati grazie alla tecnologia applicata ai device dei visitatori (smartphone o tablet). Attualmente l’applicazione è in corso di sperimentazione presso la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio e sono già molti i poli museali che si sono dimostrati interessati ad essere coinvolti nel progetto. Un semplice codice da inquadrare con la fotocamera del proprio dispositivo e sarà possibile accedere gratuitamente ai contenuti multimediali relativi all’oggetto (opera, statua, quadro, ecc…), grazie ad un semplice sistema che permette ai gestori di caricare foto, video e testi per catalogare ed organizzare gli oggetti e tutte le opere presenti nel luogo di cultura. Terminata la fase di caricamento è infatti possibile stampare per ogni oggetto un semplice QR-Code che rappresenta l’evoluzione del classico codice a barre presente su libri e prodotti di ogni genere. Con la recente diffusione degli smartphone questa tecnologia ha avuto grande successo. Infatti l’utilizzo di questi codici in ambito quotidiano è previsto in particolari applicazioni che, sfruttando la fotocamera del dispositivo, leggono e decifrano il contenuto del codice. Il contenuto di quest’ultimo può presentarsi come un semplice testo, dati di contatto o, in uno dei suoi usi più comuni, un URL Web. Ideatori dell’iniziativa due noti e quotati manager di una grande azienda di telecomunicazioni italiana: gli ingegneri Luca Regoli e Fabio Pompei. Luca Regoli, che è anche docente di Basi di Dati in un ateneo romano si è detto soddisfatto dell’epilogo del progetto, supportato dalle prime risultanze della sperimentazione avviata, ed ha dichiarato “il corso di cui sono docente ha come obiettivo quello di lanciare gli studenti nel rispondere a questioni pratiche della vita di tutti i giorni con l’obiettivo di aiutarli nel raffinare quegli strumenti necessari che la vita professionale gli richiederà”. Il Consigliere Fabio Pompei, delegato all’innovazione tecnologica di Roma Capitale nel Municipio XII ha aggiunto “Con queste virtuose sinergie tra studenti, amministrazione e cittadini abbiamo dimostrato come l’astratto concetto di “smart city” di cui tanti si parla diventa realtà concreta. Roma ha un enorme potenziale per la sua ricchezza d’arte e di storia e con queste piccole idee, di facile realizzazione e con costi pressoché nulli, è possibile semplificare la vita e aumentare la conoscenza non solo dei turisti, ma anche dei molti romani che spesso ignorano quanta bellezza si nasconde dietro un’opera d’arte e quanta meraviglia nasconde questa città, per impararla ad apprezzare e rispettarla ogni giorno di più”. Giacomo Stefano Gabriele, lo studente che ha partecipato allo sviluppo dell’applicazione si è detto soddisfatto del suo lavoro ed ha dichiarato: “Sono onorato di aver preso parte a questo progetto. Il mio lavoro è una tesi sperimentale che ha trovato spazio in una applicazione concreta nella città di Roma: una bella soddisfazione per concludere il proprio percorso di studi!” A questo applicativo si aggiunge PasquinoPasquino è un progetto per lo storytelling digitale urbano, che coinvolgerà statue, iscrizioni e monumenti siti in luoghi aperti e pubblici. Tradizionali protagoniste di una visita museale, statue e iscrizioni passano spesso in secondo piano nella caoticità degli spazi urbani. Spesso risultano confinate in una condizione di sfondo nell’esperienza del visitatore, a scapito del loro alto potenziale narrativo e storico. Pasquino riporta in primo piano il tessuto urbano, nel quale statue e iscrizioni diventano piuttosto centri di aggregazione della narrazione e “punti cardinali” nell’esplorazione di quel museo a cielo aperto che è la città. Pasquino si basa sul principio che il visitatore (turista, studente, cittadino) possa acquisire, in modo interessante e coinvolgente, una conoscenza ricca e variegata della storia di una città semplicemente camminando per le sue strade. Un’app permetterà ai turisti di identificare i monumenti con i propri smartphones. L’app rinvierà a contenuti testuali e video rilasciati con licenza libera CC-BY-SA e raccolti su pagine appositamente create nella guida turistica libera Wikivoyage. Oltre a permettere al visitatore di creare la propria play-list tematica o topografica, l’app darà anche accesso a una guida vocale nella lingua scelta. Saranno le statue stesse a raccontarti la loro storia! Grazie a Pasquino sarà quindi possibile mettere la tecnologia al servizio dello sterminato patrimonio artistico e culturale di tutte le città italiane. Città che prenderanno voce e accompagneranno il cittadino sulle strade della storia. Pasquino è un progetto ideato da Stefano Caneva e Guido D’Ippolito, dell’associazione WeLand (http://www.we-land.com/) insieme al consigliere Fabio Pompei Fabio Pompei ha concluso dichiarando: “Quando tecnologia e cultura si fondono si possono ottenere grandi risultati. Ne sono un esempio il progetto “Foro di Augusto”, avviato nella città di Roma nel 2014, e il “Foro di Cesare” dell’anno successivo: l’idea alla base di entrambi i progetti è quella di raccontare e valorizzare i due Fori attraverso l’uso di tecnologie all’avanguardia ottenendo una rappresentazione emozionalmente coinvolgente, e al contempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico. Gli spettacoli hanno registrato un bilancio positivo in termini economici, gli incassi hanno superato la quota di ammortamento dei costi di produzione consentendo la piena copertura dei costi del progetto sia per l’investimento delle attrezzature tecnologiche sia per le spese di gestione, conducendo l’amministrazione a richiederne il prolungamento degli spettacoli. “Queste iniziative” conclude Pompei, “dimostrano come sia oggi necessario un cambio di paradigma per affrontare vecchi, e apparentemente insormontabili problemi, come ad esempio le difficoltà economiche delle amministrazioni locali.L’auspicio è che “Musei 2.0” e Pasquino possano contribuire a valorizzare il nostro immenso patrimonio artistico e culturale, creando valore per la città, per i cittadini, per la cultura e il sapere.

A Roma la tecnologia corre in aiuto all’arte e alla culturaA vantaggio di cittadini e turisti.