Home POLITICA POLITICA ITALIANA A Montecitoro come su Stranamore: “Vuoi sposarmi?'”

A Montecitoro come su Stranamore: “Vuoi sposarmi?'”

Ultimo aggiornamento 16:51

Che piaccia o meno (al di la dell’inestimabile valore architettonico), qui nel 1653 Papa Innocenzo X incaricò il Bernini di edificare la residenza della famiglia Ludovisi. Passato poi nelle mani del Regno d’Italia, con l’avvento del Risorgimento – scartati sia il Campidoglio che Palazzo Venezia – Palazzo Montecitorio venne poi destinato ad ospitare la Camera dei deputati. Qui si è consumata la storia del Paese, sui pregiati banchi hanno seduto fior di statisti. A Montecitorio Matteotti (nel maggio del 1924), ebbe il coraggio di denunciare i brogli elettorali orditi dai fascisti, facendo letteralmente esplodere Mussolini di rabbia. Sulla soglia di Montecitorio, nel luglio del ’48, si consumò il cruento attentato ai danni di Palmiro Togliatti, ferito gravemente da quattro pistolettate.
Ed ancora, sempre Montecitorio fu testimone dell’epopea di Nilde Iotti, prima donna a ricoprire la prestigiosa carica di presidente della Camera dei deputati, che poi detenne addirittura per tre legislature (tra il 1979 e il 1992).
Questo tanto per restituire a Palazzo Montecitorio la giusta importanza che merita all’interno della nostra storia politica. Dunque la Camera dei Deputati, luogo di grandissima regalità, dove, per rispetto, ancora oggi senza un adeguato abbigliamento è severamente vietato entrare.

Una dichiarazione stile Adam Sandler

Ma forse il nostro è solo romanticismo, una sorta di rispetto ‘condizionato’ da un’educazione civica oggi arcaica, quando invece oggi sembra essere tutto molto più ‘free’, ‘pratico’. Ecco perché, scusate l’ardire, quanto accaduto stamane nell’aula parlamentare ci ha letteralmente lasciato senza fiato.
E’ capitato infatti che in apertura del dibattito legato all’esame del dl per la ricostruzione post terremoto (e sappiamo, ad anni di distanza, quanta gente ne soffra ancora oggi), nel bel mezzo dei lavori Flavio Di Muro, deputato della Lega, ha preso la parola premettendo che avrebbe pronunciato un discorso ‘distensivo’, mirato a rasserenare gli animi dei presenti. Poi, come nulla fosse o meglio, come fosse in un filmetto americano – quelli stile Adam Sandler tanto per capirci – ha estratto un contenitore con un anello, indirizzandolo ad una signora poco più la esclamando: “Elisa, vuoi sposarmi?”.
Un gesto apparentemente naturale – ma evidentemente no – che per riflesso ha comportato l’applauso generale, come se in fondo fossero tutti all’interno di un club privato – loro – dove per solidarietà tutto è possibile.

La Pezzopane ammirata: “L’amore vince sempre”

Fortuna, una volta tanto, il senso civico di un istitutore come il presidente della Camera il quale, è riuscito a riportare l’ambiente nel tono consono affermando “Capisco tutto – è sbottato Figo –  ma usare un intervento sull’ordine dei lavori per questo non mi sembra il caso“. Ma si sa, davanti a tanta tenerezza è difficile imbronciarsi e così, Stefania Pezzopane, relatrice del provvedimento, non ha potuto far altro che congratularsi eclamando raggiante “L’amore vince sempre”.
Fortuna i severi controlli all’ingresso di Palazzo Montecitorio, altrimenti si sarebbe rischiata anche l’incursione dei Mariachi con tanto di mustacchi!
Max