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Acciaierie Avstol, Kiev ordina all’Azov di cessare il fuoco: “Salvate la vita ai soldati”. Ira Zelensky che denuncia: “Nel Donbass è un inferno”

Il comando militare superiore ha dato l’ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città di Mariupol”. Così poco fa Denys Prokopenko, il comandante del battaglione Azov, attraverso un videomessaggio registrato dall’interno delle acciaierie di Azovstal, dove i ‘resistenti’ ucraini sono asserragliati da quasi 90 giorni.

A seguire, nel videomessaggio, laconico, è poi apparso Dmytro Kozatsky, soldato del battaglione Azov – conosciuto come Orest – che ha salutato affermando: ”Questo è tutto. Grazie per il rifugio, Azovstal è il luogo della mia morte e della mia vita. Mentre sono in cattività, vi lascio le foto della migliore qualità, mandatele a tutti i premi giornalistici e concorsi fotografici. Se vinco qualcosa, sarà molto bello dopo l’uscita… Grazie a tutti per il sostegno. Ci vediamo“.

Acciaierie Azovstal, Podolyak: “I colloqui in corso  per l’evacuazione degli ultimi soldati sono molto difficili e molto fragili”

Tuttavia il consigliere di Zelensky, e capo negoziatore per l’Ucraina, Mykhaylo Podolyak, ha ammesso che per quanto riguarda l’evacuazione degli ultimi soldati dalle acciaierie, i colloqui in corso “sono molto difficili e molto fragili”.

Dal canto suo Mosca ha annunciato che ad oggi sarebbero circa 2mila (1,700 secondo gli ‘osservatori’ del regno Unito), i militi usciti allo scoperto per arrendersi mentre, stand a quanto comunicato da Sergei Shoigu, ministro della difesa russo, grazie al ‘senso di responsabilità’ mostrato dall’esercito russo, dalle acciaierie sarebbero stati salvati 177 civili.

Severodonetsk: i russi aprono il fuoco contro una scuola all’interno della quale vi erano nascosti centinaia di civili

E se a Mariupol la situazione bellica sembra ‘attenuarsi’, nell’area del Lugansk, precisamente a Severodonetsk, tramite Telegram, Sergiy Gaidai, capo dell’amministrazione militare regionale ha scritto che le truppe russe “hanno aperto il fuoco su una scuola dove si nascondevano centinaia di persone e almeno 3 residenti sono stati uccisi”. Nello specifico i soldati di Mosca “hanno sparato con l’artiglieria alla scuola di Severodonetsk, dove le persone si nascondevano. Più di 200 persone, molti bambini. Tre adulti sono morti sul colpo“.

Mosca annuncia l’espansione delle truppe russe nel Donbass, mentre Zelensky denuncia “E’ un inferno, vogliono decimare gli ucraini”

Riguardo la situazione nel Donbass, che per la Russia è l’atto finale di un’invasione preparata proprio per terminare qui, confrontandosi al Cremlino con altri ministri, il titolare della Difesa, Sergei Shoigu, ha affermato che ”I gruppi delle Forze Armate russe, insieme alle milizie popolari di Lugansk e della Repubblica Popolare di Donetsk, continuano ad espandere il loro controllo sui territori del Donbass. La liberazione della Repubblica Popolare di Lugansk si sta avvicinando alla fine“.

Dal canto suo già nella notte, nel corso del suo ‘messaggio alla nazione’, il presidente ucraino ha commentato la situazione nel Donbass “un inferno, gli occupanti stanno cercando di aumentare la pressione. E’ l’inferno e non è un’esagerazione. Ci sono attacchi costanti sulla regione di Odessa, sulle città dell’Ucraina centrale”, ha riassunto Zelensky, per poi denunciare che “Il Donbass è completamente distrutto. Tutto questo non ha e non può avere nessuna spiegazione militare per la Russia, questo è un tentativo deliberato e criminale di uccidere quanti più ucraini possibile“.

Zelensky: “E’ iniziato il primo processo in Ucraina contro un criminale di guerra russo, e si concluderà con il pieno ripristino della giustizia”

Non a caso ha poi continuato il presidente, “Nella notte scorsa diversi missili russi hanno centrato il villaggio di Desna (prossimo al confine con la Bielorussia,ndr), provocando molti morti”. Quindi Zelemsky ha tenuto a rimarcare che “Il primo processo in Ucraina contro un criminale di guerra russo è già iniziato, e si concluderà con il pieno ripristino della giustizia nell’ambito del tribunale internazionale. Ne sono sicuro. Troveremo e consegneremo alla giustizia tutti coloro che danno ed eseguono ordini criminali“.

Max

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Max Tamanti