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Apertura Frontiere 1 Luglio, Coronavirus, Speranza: quarantena obbligatoria per arrivi extra Schengen

Ultimo aggiornamento 10:46

In queste ore come visto, con l’arrivo del 1 Luglio che è stato visto come lo spartiacque per gli spostamenti di frontiera, nell’ambito del tortuoso percorso verso un possibile e graduale ritorno alla normalità dopo il lockdown dovuto al coronavirus, si sta parlando moltissimo di aperture di frontiere.

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Se ieri erano arrivate le notizie sull’imminente posizione nel merito di ogni singolo Stato, ecco a corroborare le parole del ministro Speranza: “Quarantena obbligatoria per gli arrivi extra Schengen”, ha detto. Andiamo a vederci chiaro.

Frontiere 1 Luglio, Speranza: quarantena obbligatoria per arrivi extra Schengen

L’Italia lascia in vigore l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini provenienti dai Paesi extra Schengen. E’ ciò  che emerge dall’Ordinanza firmata in vista della apertura dei confini Ue a 15 Paesi la cui situazione epidemiologica è sotto controllo.

A dare il via al protocollo è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza. Nel testo si evince anche la comprovata ragione di studio ai motivi che consentono l’ingresso nel territorio nazionale.

Le altre motivazioni per l’arrivo in Italia sono le comprovate esigenze lavorative, i motivi di salute e l’assoluta urgenza. “La situazione a livello globale resta molto complessa. Dobbiamo evitare che vengano vanificati i sacrifici degli italiani negli ultimi mesi”, ha detto il ministro dopo la firma dell’ordinanza.

aggiornamento ore 1.14

Del resto, il fatto che alcuni paesi cruciali come gli Usa manchino all’appello dell’apertura delle frontiere è dovuto alla logica dei dati allarmanti dei contagi. Non a caso il virologo Fauci ha ammesso: “Gli Usa potrebbero arrivare a contare 100mila casi al giorno”

Gli Stati Uniti potrebbero giungere ad almeno 100mila nuovi casi di Coronavirus al giorno se venisse confermato l’allarme alzato al Congresso dal virologo Anthony Fauci, tra gli esponenti più popolari della task force messa insieme dal presidente Trump per la gestione dell’emergenza Covid-10.

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L’esperto ha sottolineato come l’impennata attuale dei contagi in numerosi stati Usa, tra cui Florida, California e Texas, “mette a rischio l’intero Paese”.

aggiornamento ore 7.00

E poi c’è il lento tentativo di ritorno alla ‘normalità’ aerea, con le compagnie aeree internazionali tornata a volare in Cina dopo 4 mesi.

Ripresi dunque i voli verso la Cina continentale, che ha abbassato le restrizioni imposte dalla Covid-19 al settore dell’aviazione.

In primis la compagnia aerea tedesca Lufthansa ha ripreso i voli di linea tra Francoforte e Shanghai con frequenza settimanale, per poi pianificare i collegamenti tra Austria, Svizzera e Cina. In ottica del miglioramento della situazione del coronavirus, all’inizio di giugno Pechino ha anche ridotto le restrizioni aeree dei “Five Ones“, vale a dire il regime, inaugurato a fine marzo come primissima apertura, che autorizzava che entrasse in Cina una sola compagnia aerea per ogni Paese, su una sola rotta per un volo a settimana alla volta.

aggiornamento ore 10.45