Home BENESSERE A TAVOLA Arriva la dieta social: dimagrire a suon di post

Arriva la dieta social: dimagrire a suon di post

Ultimo aggiornamento 14:39

Nel vasto oceano della mode stagionali e non relative alla stagione estiva e alle diete, si scoprono ogni giorno sempre nuovi regimi alimentari e tecniche di dieta innovative.

Quante sono oggi le diete dimagranti nel vasto panorama disponibile? Una infinità, probabilmente. Contarle è impossibile, capirle forse ancor più ostico. Tra queste, ce ne è una che ha stuzzicato parecchie curiosità, ed è la dieta social.

Proprio così, la dieta social. Ma di che cosa si tratta? E funzionerà? E che cosa prevede nel dettaglio. Ecco, a grandi linee, di cosa si occupa e cosa prevede questo ennesimo regime dietetico.

Dieta social, ecco la nuova moda. Che cosa prevede e come funziona

Allora che cosa è la Dieta Social? In primo luogo, con tutte le precauzioni del caso, è bene approfondire alcuni aspetti. La Dieta Social è una nuova tecnica di alimentazione diffusa tramite Social Network, e basta sul metodo molecolare del Professor Pier Luigi Rossi. Su che cosa verte?

In pratica, sulla conoscenza delle molecole nutrienti contenute negli alimenti. La responsabile del piano dietetico Stefania De Napoli, suggerisce di far raggiungere il peso forma in salute senza dover contare le calorie e senza pesare i cibi, conducendo un piano alimentare della durata di tre settimane.

Il lato social si fonda su questo concetto: che si tratta di un programma dietetico collettivo. In pratica funziona così: ci si iscrive, si entra in contatto con tutti i partecipanti e si prosegue insieme nella ‘condivisione’ della dieta.

Lo schema tecnico impone un’alternanza di quattro giorni proteici e un giorno glucidico; il pasto proteico implica l’assunzione del doppio delle proteine confronto ai carboidrati.

La Dieta Social sostanzialmente incoraggia la omologazione del processo di dimagrimento attraverso piani alimentari identici per tutti, anche se senza un consulto individuale con una persona qualificata.
Non è concepita come una dieta strutturalmente basata su fondamenti medici individuali, dal momento che è per tutti e dunque non considera le esigenze del singolo. E di conseguenza, per taluni potrebbe essere troppo ipocalorica e produrre una serie di carenze o eccessi o errori di assimilazione controversi.