Articolo 18: la minoranza PD chiede il reintegro dei neoassunti dopo 3 anni. Per la maggioranza proposta irricevibile

     

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    Va avanti nell’aula del Senato il braccio di ferro sul disegno di legge delega per la riforma del mercato del lavoro, il cosiddetto Jobs Act. Da una parte la maggioranza di governo e quella del PD, dall’altra la minoranza dei democratici guidati dall’ex Segretario Bersani e dagli ex ministri Fassina e Damiano. Ed è proprioquesta pattuglia di parlamentari a dare battaglia con la presentazione di proposte di modifica, accompagnata dalla minaccia che sde non si dovesse arrivare ad un accordo, potrebbero farsi promotori, a norma di statuto, di un referendum fra gli iscritti al PD. Nel pacchetto di modifiche si va  dalla precisazione in merito all’articolo 18,  al capitolo degli ammortizzatori.  Gli emendamenti sono firmati da un minimo di 28 senatori a un massimo 38 esponenti Pd e sono  riferiti  all’articolo 4 della legge delega, che riguarda il contratto a tutele crescenti e dunque il riordino delle forme contrattuali. Il punto sul quale insistono i senatori della minoranza PD è quello della piena tutela dell’articolo 18 per tutti i neoassunti, dopo i primi tre anni di contratto a tutele crescenti. L’emendamento è a prima firma del senatore Federico Fornaro.  In soatanza si richiede prima la riforma degli ammortizzatori, con tanto di specificazione delle risorse, e l’individuazione delle politiche attive, poi la revisione delle tipologie contrattuali. “Vogliamo – spiega la senatrice Maria Cecilia Guerra, insieme a a Erica d’Adda, Maria Grazia Gatti e Federico Fornaro – che i due pilastri siano contestuali”. Il contratto a tempo indeterminato va promosso come “forma privilegiata di contratto di lavoro”, rendendolo “progressivamente più conveniente rispetto agli altri tipi di contratti in termini di oneri diretti e indiretti”, chiedono in un emendamento le minoranze Pd. Voucher sì ma confermando il tetto di 5mila euro di reddito all’annoin modo da evitare che questo strumento possa sostituire rapporti di lavoro più strutturali. Emendamento a prima firma della senatrice Erica D’Adda e sottoscritto da altri 29 senatori Dem. Guerra, noi non facciamo aut aut nè agguati – “Abbiamo lavorato a degli emendamenti con l’obiettivo di incidere sulla delega ma noi non facciamo aut aut, non è nel nostro spirito. E non facciamo neanche agguati”. Così la senatrice del Pd Maria Cecilia Guerra replica a chi gli chiede come voterebbero le minoranze nel caso in cui gli emendamenti al ddl delega fossero respinti. La minoranza Pd a Renzi,incontro per documento unitario – La minoranza Pd chiede a Matteo Renzi e agli esponenti della segreteria del partito un incontro per discutere le linee di un documento unitario sul lavoro da presentare in direzione. E’ quanto emerge al termine di un incontro che ha visti riuniti alla Camera rappresentanti delle diverse anime della minoranza, inclusi parlamentari, come Francesco Boccia, che hanno votato Renzi al congresso. “Da parte nostra – spiega Alfredo D’Attorre – c’è grande disponibilità e fiducia che si possa arrivare a una posizione unitaria”. Intanto però Maurizio Sacconi, esponente di primo piano del NUovo centrodestra e Presidente della Commissione Lavoro del senato mette uno stop alla richiesta dei senatori dissidenti del  PD e dichiara irricevibili i loro emendamenti sull’articolo 18 .