ASSALTO AI CAF PER IL REDDITO D’INCLUSIONE: NE USUFRUIRANNO ALMENO 500MILA FAMIGLIE

“Tutte le nostre sedi, da nord a sud, sono affollate da persone che hanno bisogno di sapere cosa fare per accedere al Reddito d’inclusione (Rei); spesso arrivano presso le nostre sedi dopo essere passati dagli Uffici dei Comuni e in molti casi si stanno rivolgendo ai Caf per ottenere la certificazione Isee dall’Inps”. A denunciare le code interminabili di cittadini fuori le loro sedi nazionali , sono Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, Coordinatori della Consulta Nazionale dei Caf. A dare una ’boccata d’ossigeno’ per le festività ad oltre 500 mila nuclei familiari (ha stimato stime del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), è l’annunciato Reddito di inclusione (Rei), la nuova misura di lotta alla povertà voluta dal Governo Gentiloni. E nelle ultime due settimane gli operatori dei caf sono stati letteralmente presi d’assedio da migliaia di persone, “sono moltissimi infatti coloro che sono privi di Isee pur avendo le caratteristiche per accedere al Reddito di inclusione”, piegano i due Coordinatori nazionali. “Sarebbe opportuno attivare immediatamente un tavolo di coordinamento tra il Ministero del Lavoro, l’Inps, l’Anci e la Consulta dei Caf in modo da assicurare, nell’immediato e per il futuro, una puntuale e capillare assistenza a tutti coloro che versano in una condizione di grave disagio economico e sociale affinché nessuno che ne ha o che ne avrà diritto, resti escluso da questo sostegno. Saranno quasi 6 milioni le certificazioni Isee rilasciate nel 2017 e circa 20 milioni le persone che fanno parte dei nuclei familiari coinvolti: rappresentano un terzo della popolazione di questo Paese. A loro – aggiungono ancora Bagnoli e Soldini – i Caf hanno assicurato gratuitamente un’assistenza puntuale e qualificata e continueranno a farlo fino alla fine di questo anno. Non chiederemo compensi ai cittadini e non riceveremo emolumenti dall’INPS per esaurimento delle risorse stanziate appositamente per assicurare questo servizio ai cittadini. L’impegno economico e finanziario che sosterremo per il 2017 – concludono infine i Coordinatori – sarà rilevante e assolutamente non riproponibile per gli anni futuri. Proprio per questo ci aspettiamo che il Governo ed il Parlamento individuino una soluzione nella Legge di Bilancio 2018 che consenta ai Caf di continuare a svolgere quella funzione di assistenza e di tutela sociale che gli viene riconosciuta dalla gran parte della popolazione italiana”.
M.