ATTRAVERSO UN EDITORIALE PER UNA PUBBLICAZIONE INTERNA, IL DIRETTORE DELLE ENTRATE ROSSELLA ORLANDI SCRIVE AI DIPENDENTI: ‘GUARDIA E LADRI NON FUNZIONA PIْ

Attraverso un fondo scritto nella rivista interna dell’amministrazione ’Pagine on line’, il direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, spiega che quello di ’’Guardie e ladri è un gioco che non funziona più’’. Ormai aa deterrenza è l’ultimo strumento, dopo aver messo in campo ’’tutti gli strumenti a disposizione per costruire un rapporto di fiducia’’ con i contribuenti. A talo proposito il direttore si rivolge ai dipendenti spiegando che bisogna spostare l’attenzione sulla ’’persona’’ intesa come ’’soggetto, meritevole di ascolto, anziché mero oggetto delle nostre lavorazioni’. ’Solo grazie al vostro contributo si potrà rendere effettivo e concreto il cambiamento che sicuramente tutti auspichiamo’’. E in tal senso, scrive ancora la Orlandi, “Compliance sarà la parola d’ordine, il cuore e le fondamenta di una rinnovata strategia che – afferma ancora il direttore delle Entrate –  prevede un ’percorso di ridefinizione dei rapporti con i contribuenti, ancora più improntati ai principi di trasparenza e rispetto reciproco’. L’Agenzia ’è geneticamente programmata per affrontare i cambiamenti’, dalle modifiche organizzative ai cambiamenti culturali. Oggi occorre fare ’un ulteriore salto di qualità sia nella strategia sia nella nostra impostazione culturale. mDobbiamo interiorizzare il concetto che il nostro compito non è inseguire le mere violazioni formali per sanzionarle severamente’’. Dunque, secondo il direttore, occorre ’’abbandonare ogni atteggiamento autoritativo: le persone che abbiamo di fronte sono generalmente in buona fede’. Il contrasto va indirizzato solo verso quei soggetti ’con volontà di sottrarsi ai propri doveri nei confronti della collettività, dobbiamo impiegare le nostre energie migliori verso i fenomeni significativi di evasione’’. E contro gli evasori ’’consapevoli e incalliti – promette ancora la Orlandi – utilizzeremo giustamente, e in modo vigoroso, gli strumenti a nostra disposizione. Allora sì che il nostro intervento sarà un’azione virtuosa e legittima nell’interesse della comunità’. Solo così – conclude infine il direttore – potremo ribaltare un’ingiusta percezione negativa del nostro lavoro, che invece da sempre si fonda su principi di integrità morale, correttezza e imparzialità’’.

M.