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Bce ‘spiazza’ i mercati annunciando ben 600 miliardi per il fondo anti-pandemia

Ultimo aggiornamento 17:42

Una decisione per equilibrare – causa pandemia – la revisione al ribasso delle stime sull’inflazione, “che “faciliterà ulteriormente la politica monetaria generale, sostenendo le condizioni di finanziamento nell’economia reale, in particolare per le imprese e le famiglie”. Così, stamane, al termine del Consiglio Direttivo dell’Eurotower, ecco la ‘sorpresa’ della Bce che, a fronte di un potenziamento di circa 500 miliardi, ha invece letteralmente ‘spiazzato’ i mercati annunciando di rafforzare il PEPP (programma di acquisto di emergenza anti-pandemia) con ben 600 miliardi di euro, per complessivi 1.350 miliardi.

Nessuna forzatura nei confronti del ‘capital Key’

Riguardo poi agli asset e al ripartizione per i paesi, la Bce ha affermato che “gli acquisti continueranno a essere condotti in modo flessibile nel tempo, attraverso le classi di attività e tra le giurisdizioni”, onde non incorrere in ‘sciocchezze’ in relazione  alla trasmissione regolare della stessa politica monetaria. Dunque, almeno per il momento, non è prevista nessuna ‘forzatura’ del ‘capital key’. Una linea importante che, di fatto,  permetterà  all’Eurotower di potenziare anche gli acquisti di titoli italiani.

PEPP: gli acquisti netti a discrezione del Consiglio

Ma non solo. Sempre nell’ambito del PEPP (che sarà esteso fino al giugno 2021), si parla anche di prolungare della durata degli acquisti netti. E dunque, recita ancora la nota diffusa in tarda mattinata, “il Consiglio Direttivo effettuerà acquisti netti di attivi nell’ambito del PEPP fino a quando riterrà che la fase di crisi del coronavirus sia terminata”.

Prorogati invece fino al 2021, scaduti – ha informato il Consiglio direttivo –  i titoli del PEPP saranno reinvestiti fino alla fine del 2022. Tuttavia, rassicurano, la gestione economica del portafoglio del fondo anti-pandemia “alfine di evitare interferenze con la politica monetaria”.

Riguardo invece al Quantitative Easing (come si ricorderà, rilanciato dall’ex presidente Draghi), a fronte del programma App, gli acquisti netti andranno ancora avanti, ad un ritmo medio mensile di 20 miliardi.

“Tassi su prestiti e depositi rimarranno invariati”

Altro tema, gli acquisti temporanei aggiuntivi di 120 miliardi, e programmati fino al termine dell’anno, e rispetto ai quali secondo il Consiglio direttivo, si protrarranno “il tempo necessario per rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali e termineranno poco prima, nell’ambito degli interventi al rialzo dei tassi di interesse chiave della Bce”. Tuttavia, visto che il tasso d’interesse sui prestiti marginale e sui depositi rimarranno invariati o, come ha tenuto a rimarcare il Consiglio Direttivo. ”ai loro livelli attuali o inferiori, almeno fino a quando le prospettive di inflazione non si riavvicineranno saldamente a un livello vicino, ma inferiore al 2%, previsto dal mandato della Bce”.

Lagarde: “Toccato il fondo, la ripresa sarà tiepida”

Dal canto suo Christine Lagarde, presidente della Bce (nella foto), incontrando la stampa per informarla su quanto deciso, ha dapprima parlato dell’Eurozona, spiegando che, per via della pandemia, “ha registrato una contrazione senza precedenti” anche se, alcuni segnali lascia credere che “che si sia toccato il fondo, anche se la ripresa sarà tiepida”. Del resto, ha proseguito la numero uno della Bce, “Dopo il -3,8% registrato dall’economia dell’Eurozona nel primo trimestre con misure di contenimento in atto da metà marzo in molti paesi, le informazioni in arrivo mostrano tutte una significativa contrazione per il 2° trimestre con un rimbalzo atteso nel 3° trimestre, anche se c’è una forte incertezza sulle dimensioni di questo rimbalzo“.

Lagarde: “I rischi restano comunque al ribasso”

Quindi la Lagarde ha illustrato le stime macroeconomiche ‘appena’ stilate dall’Eurotower, dove si evidenzia che “nello scenario di base un Pil pari a -8,5% nel 2020 e a +5,2% nel 2021 e a +3,3 nel 2022, con una forte revisione al ribasso per il 2020 (-9,5 punti) rispetto alle stime di marzo e al rialzo per il biennio successivo. Ma queste stime – spiega infine la Lagarde – dipendono dal successo delle politiche per mitigare gli effetti della pandemia. I rischi restano comunque al ribasso“.

Max