’BISOGNA INTERVENIRE PER EVITARE CHE UNA MINORANZA DI LAVORATORI TENGA IN OSTAGGIO UNA MAGGIORANZA DI CITTADINI’, IL MINISTRO DELRIO ALL’INDOMANI DEL CAOS DERIVATO DALLO SCIOPERO DEI TRASPORTI


A monte di noiosi – ed odiosi – precedenti che hanno finito per pesare enormemente soprattutto sui cittadini, finalmente il governo ’sembra’ aver capito le assurde conseguenze derivate dalle agitazioni sindacali del trasporto, proclamate da alcune sigle di settore. Ed oggi il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, intervistato da ’Repubblica’, ha commentato tale situazione annunciando: “Verificheremo se sono stati commessi abusi, intanto prendiamo atto dell’ennesimo sciopero che si svolge, guarda caso, sempre di venerdì… Più in generale, va aperta una riflessione su come dare senso alla rappresentanza. Se una minoranza tiene in ostaggio anche i lavoratori di un’azienda, qualcosa non va. Immagino un filtro. Non è possibile – dice – che si proclamino scioperi a prescindere, con rappresentanza del 10% dei lavoratori. In altri Paesi non è consentito. Bisogna intervenire per evitare che una minoranza di lavoratori tenga in ostaggio una maggioranza di cittadini nelle loro esigenze quotidiane. Questi sono i danni di una situazione inaccettabile. Il nostro orizzonte deve essere quello di tenere assieme il diritto costituzionale allo sciopero e quello alla mobilità. Vanno coniugati assieme”. Ed il inistro cita l’esempio della Germania, dove “uno sciopero è talmente importante che prima di indirlo, si interpellano i lavoratori e si vede se la maggioranza è d’accordo. Alle Camere ci sono proposte di Sacconi, Damiano, Ichino: una buona base di partenza. Avevamo iniziato un percorso, poi in autunno c’è stata un’interruzione. Credo spetti al Parlamento intervenire. È una materia così delicata che non può essere affrontata con un’iniziativa del governo”, tiene a precisare DelRio, che tiene inoltre a sottolineare che, da ministro, ha dato “la massima disponibilità a seguire la discussione, una volta che la le forze politiche decideranno di calendarizzare la discussione. E’ il momento di avviarla”. Dal canto suo, sebbene la Cgil non abbia aderito e condiviso le ragioni dell’agitazione, Susanna Camusso ha replicato al ministro affermando che “non ci piace l’attacco al diritto di sciopero”. Il premier Gentiloni invece, auspicando l’avvento di nuove regole in seno alla ’gestione’ degli scioperi, ha affermato: “Sottraiamoci a questa maledizione del venerdì nero. Di questi scioperi ideologici che sono un errore. Non ho nulla in contrario a ipotesi di maggiore regolamentazione degli scioperi, ma con ponderazione perchè l’equilibrio tra il diritto di sciopero e maggiori regole è delicato”.
M.