Boccia sullo spread: ’Credito a rischio per tutti’

Dopo giorni in cui abbiamo potuto assistere a rapidi impennamenti e brusche discese della Borsa, si torna a parlare di spread. A farlo è il numero uno di Confindustria, Vincenzo Boccia, che ribadisce il rischio del credito per le famiglie e le imprese italiane con ulteriori aumenti dello spread. “È evidente – ha dichiarato Boccia – che sul medio periodo l’aumento dello spread provocherà questa conseguenza. L’erosione del valore dei titoli posseduti dalle banche ne riduce la capacità di credito e fa salire i tassi d’interesse”.
Boccia commenta poi la possibilità di un nuovo dialogo tra governo e Commissione Ue per evitare l’avvio della procedura d’infrazione sul debito, dopo le recenti dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini: “Sicuramente può aiutare a rientrare nel rispetto dei parametri Ue. Ma il punto debole a nostro avviso – spiega ancora – non è l’aggiustamento di qualche decimale bensì il cosiddetto impatto della manovra sull’economia reale: quanta più occupazione genera a partire dai giovani, quanta crescita crea accelerando investimenti pubblici e privati”. E sulla eventuale necessità di una rimodulazione di reddito di cittadinanza e quota 100, il presidente di Confindustria risponde: “Serve un riequilibrio tra ragioni del contratto di governo e ragioni della crescita in una visione di piano di legislatura”.
Banco di prova della “capacità di questo governo di risolvere problemi complessi” sarà, per Boccia, “la ricostruzione, presto e bene, del ponte Morandi. Genova – dice all’Adnkronos – deve diventare il simbolo di un Paese che sa reagire alle disgrazie. Genova siamo tutti noi”.
Sul fronte dossier Alitalia e, in particolare, sull’offerta vincolante presentata da Fs, Boccia spiega ancora: “Quello che ci preoccupa di più, e dovremmo evitare, è che a pagare l’ennesimo esperimento di salvataggio siano chiamati una volta di più gli italiani. La scelta dev’essere fatta nel rispetto delle regole del mercato e non per ragioni politiche, occorre rendere efficiente la compagnia ed evitare che le perdite future le paghino i cittadini”.
Su Tav e infrastrutture, chiede il numero uno di confindustria, il governo ascolti il mondo delle imprese che si riunirà il 3 dicembre a Torino. All’Adnkronos Boccia spiega infatti come l’appuntamento della prossima settimana sia “il segnale che tutto il mondo produttivo italiano – industria grande e piccola, commercio, artigianato, costruzioni, cooperative – è deluso e compatto su molti punti comuni, a partire dalle infrastrutture”. “Per la prima volta – sottolinea – sono stati convocati i consigli generali congiunti di 10 associazioni che rappresentano oltre 3 milioni di associati”.
“L’Italia – continua – ha bisogno d’inaugurare una grande stagione d’investimenti pubblici e privati, materiali e immateriali, che diano sostanza e significato alla sua posizione geopolitica tra Europa e Mediterraneo, aperta a est e a ovest”. L’appuntamento del 3 dicembre vedrà la partecipazione dei ’parlamentini’ di 10 associazioni datoriali in rappresentanza di “oltre 3 milioni di imprenditori, grandi e piccoli”. La Torino-Lione infatti, è per Confindustria un’opera prioritaria. “Che dubbio c’è? Senza questa tratta l’Italia sarebbe tagliata fuori dai traffici internazionali, soprattutto da e verso un partner fondamentale come la Francia, proprio mentre la Cina si accinge a realizzare le Vie della Seta per collegarsi al mercato più ricco del mondo che è quello europeo”, prosegue Boccia. E ribadisce: “Non possiamo isolarci mentre il mondo si connette. Non possiamo gettare al vento i miliardi già investiti nell’opera né rinunciare ai 50mila posti di lavoro che verrebbero generati a regime. E torniamo al quesito di partenza: che ’crescita’ può avere un Paese che chiude i cantieri invece di aprirli?”, conclude.