BOLOGNA – UNA PANCHINA PER RICORDARE IL PICCOLO GRANDE LUCIO DALLA

Sono trascorsi quattro anni da quando Bologna ha perso un grande artista. Dal 2012 il ricordo per il ‘piccolo folletto’, come ama ricordarlo il suo amico Andrea Mingardi, non è andato ad affievolirsi. Il cantautore italiano Lucio Dalla continua a far emozionare con la sua musica tutti gli italiani. Per la giornata del 73esimo compleanno dell’artista emiliano, la fondazione che porta il suo nome ha organizzato un evento per commemorarlo. Una festa avutasi sotto casa del cantante in  Piazza dei celestini. Lì sotto l’ombra del cantautore che imperversa con il suo sax sulle mura esterne dell’appartamento, erano presenti un centinaio di curiosi intenti a commemorarlo. Un piccolo grande uomo che ha contribuito a far sì che il capoluogo emiliano diventasse nel 2000 la capitale europea della cultura ma anche città creativa della musica nel 2006.

Un evento che ha visto la presenza degli amici di Dalla e dell’Assessore alla Cultura della città di Bologna, Davide Conti. Un’iniziativa organizzata in un momento particolare per la città. Le polemiche nei confronti degli eredi di Lucio non sono andate a ridursi. Persone che per la stragrande maggioranza dei bolognesi hanno dimenticato quale risorsa è il cantante per il capoluogo. Famigliari che hanno in mano un grande patrimonio, quale la casa di Dalla, ma che non la mettono a disposizione del pubblico. Un appartamento che potrebbe diventare un museo ma che per ora non è aperta ai fans.

Nonostante tutto è stata inaugurata una nuova statua in Piazza dei celestini. Un piccolo monumento che l’ha fatta da protagonista durante l’ultimo expo di Milano nel padiglione di Vittorio Sgarbi. Un’opera realizzata da Carmine Susinni che vede un Lucio Dalla sereno e seduto su una panchina intento a guardare chiunque voglia fotografarsi con lui. “Ho creato questa statua con l’idea di far interagire i fans con il cantautore”, ha detto l’artista nel suo intervento durante l’inaugurazione. Insomma una panchina per il musicista bolognese che manca tanto alla sua città. Una statua per quell’uomo che non faticava a fare un cenno della mano se solo uno sguardo estraneo di ammirazione giungeva ai suoi occhi, ci raccontano i cittadini presenti all’evento. Una persona che con la sua scomparsa ha lasciato un vuoto difficile da colmare. Una città che non vuole dimenticare il suo lavoro, la sua musica e il suo amore per Bologna. Continuano a suonare per le vie  le sue canzoni. Accordi che allietano le giornate dei turisti e dei cittadini concentrati nella loro routine. Grande è il ricordo dell’amico Padre Boschi che intervenendo all’iniziativa ha ricordato che per i bolognesi ogni giorno è il 4 marzo. “Ricordo che un giorno discutemmo del testo della canzone ‘4 marzo 1943’. – racconta il sacerdote ai presenti – Spinsi per far rimuovere dalla canzone le due parole che ritenevo poco consone, puttane e bestemmia. Vinsi io! Ma lui si vendicò con ‘L’anno che verrà’. In questa infatti racconta che in futuro anche i preti si sposeranno”. Duro è stato invece il ricordo dell’amico Andrea Mingardi. Il cantautore italiano ha sottolineato come la città in passato ha fatto poco per tutte quelle personalità emerse dalla città, finché sono in vita. “Lucio Dalla manca a tutti noi. – racconta Mingardi – Abbiamo nostalgia della sua musica ma soprattutto dell’uomo, della persona che era unica e inimitabile”.

Una statua che arricchirà il ricordo del cantautore e che rimarrà in piazza dei celestini fino al 30 di marzo per poi essere spostata in un’altra area della città. Un monumento per un bolognese doc che ‘a modo suo’ ha rubato l’amore in Piazza Grande.

Davide Di Carlo