Home SPORT CALCIO Borini attacca il Milan: “Venivo sfruttato come un operaio”

Borini attacca il Milan: “Venivo sfruttato come un operaio”

Ultimo aggiornamento 16:45

Ci ha messo pochissimo a presentarsi: conferenza stampa e gol. Fabio Borini s’è preso subito l’Hellas Verona. Esordio migliore non poteva esserci, visto che dopo la rete è nata anche sua figlia. Insomma, la doppietta più bella della sua vita. L’attaccante ex Milan ha parlato proprio della sua esperienza rossonera, che l’ha scottato sotto certi punti di vista.

“Mi trattavano come un operaio”

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🇮🇹 Onore, voglia, sudore, sofferenza, felicità, caparbietà! Ho dato tutto per questi colori e questa gloriosa società @acmilan! Dare tutto è significato giocare in ruoli non miei e in condizioni fisiche non ottimali senza mai dimenticare o sottovalutare la gloriosa maglia che indossavo! Un’avventura meravigliosa è finita ma una nuova sfida è pronta ad abbracciarmi e non vedo l’ora di vincerla, di nuovo! Volevo ringraziare i miei compagni (alcuni di loro sono diventati cari amici), la società, il personale di Milanello, tutti gli staff tecnici che mi hanno accompagnato e infine, tra alti e bassi, ringrazio anche i tifosi che mi hanno sempre sostenuto! … GRAZIE 🇬🇧 Honour, passion, sweat, suffering, happiness, willingness.. I gave everything for these colours and this glorious club @acmilan! Giving everything meant playing in positions that weren’t mine, playing with physical issues, and never underestimating the jersey I was wearing. An amazing adventure ended, but a new challenge is ahead and I can’t wait to give my all again! I wanted to thank my teammates (where I also found good friends), the club, and all the technical staff who led me. I also want to thank the fans who always supported me during my highs and lows! THANK YOU MY ROSSONERI

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Borini ha parlato dell’andamento del Milan in questa stagione, a dir poco altalenante: “Posso avere una mia idea, ma non sono io a dover rispondere. Sono sempre stato disponibile, ho giocato in sette posizioni diverse. Le mie caratteristiche non sono cambiate, ma sentivo il bisogno di tornare a fare quello che so fare meglio, cioè l’attaccante. Venivo sfruttato come un operaio, ma sono anche altro. Poi Verona era nel mio destino: il giorno dopo la partita dell’andata, è nata mia figlia. Proprio qui, in questa città”.

Continua Borini: “Al Milan ci sono tante cose che vanno, ma anche tante che non vanno. Prima di andare via, ho parlato con Massara e abbiamo concordato che fare tanti ruoli non sia stato positivo per me. In campo, io muoio ogni volta. Non c’è molto da dire: al Milan c’erano ritmi diversi”, ha concluso l’attaccante dell’Hellas Verona.