Brasile sparatoria in scuola 10 morti compresi assalitori

Brasile sparatoria in scuola 10 morti compresi gli assalitori. Una clamorosa azione di violenza in Brasile all’interno di una scuola di San Paolo. Lì dove sono stati uccise 10 persone in seguito ad una sparatoria in una scuola nella quale hanno perso la vita anche gli stessi assalitori. L’attacco in una città della area metropolitana di San Paolo. Gli assalitori si sono suicidati. Undici i feriti, in totale stando alle prime ricostruzioni. Due ragazzi incappucciati hanno fatto irruzione in una scuola alla periferia di San Paolo e hanno iniziato a sparare. In totale otto persone muoiono. Ma, alla fine saranno dieci i morti: un insegnante, sei studenti, un impiegato e anche i due killer che si sono suicidati. Stando a quanto riferito dal quotidiano Folha de S.Paulo, i due ragazzi sono Luiz Henrique de Castro, 25 anni, e Guilherme Taucci Monteiro, 17 anni, ex alunni della scuola.


Brasile sparatoria in scuola 10 morti compresi assalitori: a far fuoco due ex alunni, che poi si sono suicidati

All’atto dell’inizio della sparatoria della scuola di San Paolo in Brasile che è costata la vita a 10 persone moltissimi hanno provato a sottrarsi alla pioggia di proiettili. Molti colpiscono vetri, muri, armadi, porte, banchi. La polizia ha successivamente trovato una pistola calibro 38, un arco con frecce, esplosivi e bottiglie molotov. Un vero e proprio arsenale, una ‘Columbine’ brasiliana che si è verificata poco dopo le 7 a Suzano, città di trecentomila abitanti nell’area metropolitana della capitale finanziaria del Paese del Brasile e cioè San Paolo appunto. I due killer sono entrati nella scuola durante l’intervallo. Gli studenti che fanno parte dell’istituto che vanta oltre mille iscritti in quel momento stavano facendo merenda. Muniti di un revolver calibro 38, di una balestra con frecce, di un’ascia e di alcune bottiglie molotov, i due killer hanno affrontato il settore della secondaria, svuotano tre caricatori (18 colpi) e uccidendo 6 studenti, un insegnante un impiegato amministrativo. Altri 11 i feriti. Dopo il primo massacro, si sono spostati verso il settore dell’istituto di lingue. Ma non hanno potuto spingersi oltre: il professore con gli alunni si erano barricati in un’aula. I due a quel punto avrebbero deciso di fermarsi e si sarebbero suicidati. Avevano anche un pacco con dei fili elettrici, e secondo alcune ipotesi pensavano di farne un ordigno. I due vivevano nella stessa strada, erano amici e il più piccolo, dicono i vicini, non aveva avuto guai con la giustizia e non sembrava particolarmente aggressivo. Il classico identikit dell’insospettabile che, però poi, si trasforma in demonio.