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Capodanno Cinese: il gemellaggio Italia-Cina per l’Anno del Topo

Ultimo aggiornamento 16:50

E’ vero che il mondo sta vivendo ore di ansia e paura a causa del coronavirus che, ‘partito’ dalla Cina sta minacciando la salute di moltissimi stati, ma è anche vero che un momento di grande difficoltà ed emergenza, può ulteriormente cementare i rapporti di amicizia e collaborazione. E dunque una circostanza prestigiosa come quella che parallelamente i cinesi stanno in qualche modo onorando, si propone come un mezzo di coesione fra i due paesi. Poi, “E’ l’anno del topo, il che significa benessere e prosperità materiale!”, ha tenuto a sottolineare la giornalista Janina Landau (Class editori), ha aperto il sell training sull’analisi e le prospettive legato al mercato cinese in Italia organizzato al Grand Hotel Plaza di Roma da Andrea Amoruso Manzari in occasione degli eventi legati al Rome Chinese New Year, iniziativa in collaborazione con Montenapoleone District e l’Associazione Via Condotti di Roma.
Non è però soltanto ‘l’Anno del Topo’, ma anche l’anno della Cultura e Turismo Cina-Italia, appena aperta con un Forum Enit, ed un concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma e che continua fino al 2 febbraio nelle boutique di lusso in Via Condotti con una mostra fotografica “diffusa” sui siti cinesi patrimonio Unesco (tra le boutique aderenti Federico Buccellati, Battistoni, Bvlgari, Carlo Eleuteri, Cartier, Damiani, Dolce & Gabbana Piazza Di Spagna, Dolce & Gabbana Via Condotti, Falconeri, Federico Buccellati, Grand Hotel Plaza, Il Bisonte, Salvatore Ferragamo Man, Salvatore Ferragamo Woman, Stuart Weitzman, Swarovski…).
Come tiene a sottolineare il direttore Class ‘Eccellenza Italia’ (rivista che, in collaborazione con il Rome Chinese New Year, dedica un numero speciale al Capodanno Cinese), Antonio Orlando, “Cina e Italia hanno il più alto numero di siti Unesco al mondo, e da anni la nostra attività editoriale ha fatto della Cina un punto di riferimento, essendo le due Nazioni vicine e coinvolte a livello, imprenditoriale, culturale ed ora principalmente orientato al settore luxury”.

Un gemellaggio volto ad una reciproca crescita

Dal canto suo l’organizzatore del Rome Chinese New Year Celebration, Amoruso Manzari, spiega che “l’obiettivo dell’incontro che ha riunito esperti e professionisti di ogni ambito, è stato capire come costruire una serie di eventi condivisi tra i due Paesi per portare a Roma un’attività legata al lusso internazionale, missione da noi già iniziata con La Vendemmia di Roma e che vede il Capodanno Cinese alla sua seconda edizione
A testimonianza dell’importamza di questa sfida – in quanto coincidente ad una situazione sanitaria così importante – le parole del responsabile del Desk di Roma della Fondazione Italia-Cina, Sun Xiaolin, il quale ha tenuto ad affermare che “Per stimolare la conoscenza e l’interazione tra i due Paesi, abbiamo creato una scuola di alta formazione permanente, in grado di offrire un supporto integrato per la realizzazione di imprese italiane in loco, a partire da un’approfondita comprensione di ogni aspetto socio-culturale per costituire un know how che migliori l’interlocuzione con i Cinesi e sia in grado di migliorare la gestione d’impresa. Viceversa, proprio grazie agli incontri che la nostra Fondazione sviluppa in sinergia con l’Ambasciata, è stato evidente negli ultimi anni un rinnovamento negli stessi acquirenti cinesi che mirano non all’acquisto del prodotto in base al range o brand di consumo, ma alla storia che c’è dietro, all’experience”.

Un’amicizia che stimola ed alimenta il mercato

Se crescita culturale c’è stata non bisogna dimenticare che anche nel turismo dello shopping si è ottenuta una crescita del 16%, rispetto all’anno precedente, del mercato incoming cinese sull’acquisto di beni, in prevalenza di lusso. Come ha illustrato in dettaglio Antonella Bertossi, Partner Relationships & Marketing Manager di Global Blue Italia, società che predispone il recupero dell’Iva negli acquisti fatti dai turisti stranieri, “il 2019 è stato un anno positivo per il Tax Free Shopping, in Italia in generale e nella Capitale in particolare, con i turisti cinesi che hanno mantenuto il ruolo di principale nazionalità del mercato. Nel nostro Paese l’anno scorso gli acquisti tax free dei viaggiatori cinesi hanno fatto registrare un +7%. E secondo i dati da noi registrati dal 2015 al 2019, il trend degli acquisti dei turisti cinesi è sempre rimasto positivo, elemento che li ha confermati prima nazionalità nel mercato del Tax Free Shopping.

Roma, una ‘tappa obbligata’ per i turisti cinesi

Sempre guardando alla Città Eterna, emerge come da gennaio a dicembre 2019, si sia concentrato il 20% del Tax Free Shopping dei viaggiatori cinesi: la Capitale, infatti, è stata la seconda meta italiana per acquisti tax free alle spalle dell’intramontabile Milano (40%). Questa nazionalità ha prediletto comprare principalmente nei negozi nelle vie del Tridente (62% del totale delle vendite), seguiti dalle altre boutique del centro. Significativo, infine, il valore dello scontrino medio dei turisti cinesi che a Roma dal 2015 al 2019 è stato del 55% più alto della media degli scontrini delle altre nazionalità. Tendenza che si conferma considerando anche solo il 2019, anno in cui il suo valore è stato il più elevato rispetto alle altre nazionalità: 1.496 euro, a fronte di una spesa media pari a 997 euro.
Non da ultimo il settore tecnologico, che vede la Cina detenere un primato nella velocità e potenza di connessione. Secondo Enrico Plateo, CEO Europa di WeChat, il digitale avanzato ha sicuramente facilitato le azioni cinesi in ogni campo ed i millennials, in tale ambito, sono stati i primissimi ad utilizzarlo sullo shopping. Il canale digitale è diventato così uno strumento di acquisto e di spostamento di ricchezza, oltre che un sistema di entertainment personalizzati in cui i contenuti sono costruiti e promossi dagli stessi utenti tecnologici che si inseriscono in micro e macrocomunità. Un panorama forse inquietante ma sicuramente attuale che vede integrare l’offline con l’online e far confondere realtà e virtuale.”
Max