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Caso Floyd: Derek Chauvin accusato di omicidio volontario

Ultimo aggiornamento 00:03
Proteste per la morte di George Floyd

L’accusa nei confronti Derek Chauvin, il poliziotto che ha premuto con il ginocchio sul collo di George Floyd per più di otto minuti, è stata modificata da omicidio colposo a omicidio volontario non premeditato da Keith Ellison, attorney general del Minnesota. Secondo il capo di imputazione depositato in tribunale, con la nuova accusa Chauvin rischia fino a un massimo di 40 anni di carcere.

“Crediamo fermamente che questi sviluppi siano nell’interesse della giustizia per il signor Floyd, la sua famiglia, questa comunità e il nostro stato”, ha detto Ellison in conferenza stampa. “George Floyd era importante. Era amato, la sua famiglia era importante e la sua vita aveva un valore. Cercheremo giustizia per lui e per voi e la troveremo”.

Caso Floyd: arrestati gli altri tre poliziotti

Sono stati arrestati anche gli altri tre agenti presenti sulla scena nella morte di Floyd, Tou Thao, J. Alexander Kueng and Thomas Lane, accusati di complicità in omicidio di secondo grado, ossia omicidio volontario non premeditato.

Le nuove accuse arrivano pochi giorni dopo che il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha incaricato Ellison di prendere in mano l’accusa. In precedenza era guidata dal procuratore della contea di Hennepin.

“Ho deposto dei fiori al memoriale di George Floyd questa mattina” ha detto Walz poco dopo che Ellison ha annunciato le nuove accuse. “La morte di George – ha proseguito il governatore – è il sintomo di una malattia. Spetta a ciascuno di noi risolvere il problema del razzismo insieme. Abbiamo un duro lavoro da fare. Lo dobbiamo a George Floyd“.

Caso Floyd: il commento dei familiari

“Questo è un significativo passo importante verso la giustizia”, ha commentato Benjamin Crump, il legale della famiglia di Floyd. “Bisogna trovare dei modi costruttivi e positivi per mantenere l’attenzione e la pressione – hanno commentato i familiari – Non abbandonate la vostra richiesta di cambiamento”.

Mario Bonito