Censura? No troppi soldi, chiarisce Crimi su Fazio

Ormai è entrato nella ‘fossa dei leoni’, e c’è da sperare – per lui – che ne esca vivo e vegeto!
Ovviamente stiamo parafrasando, tuttavia è innegabile che nelle ultime settimane Fabio Fazio sia entrato nel mirino di una larga fetta di istitutori, che dal loro punto di vista non tollerano più le ‘ingerenze’ (politiche) che il conduttore di ‘Che tempo fa’ non lesina di reiterare, entrando a gamba tesa sui suoi detrattori.
Per dirla in parole povere, la ‘questione’ Fazio è attualmente inquadrata all’interno di un piano prettamente politico, al di là degli aspetti artistico-culturali che rappresenta con i suo programma. Del resto, e questo è soprattutto business, seguendo la logica degli ascolti, così come accade da sempre in televisione, costi e stipendi ne sono la diretta conseguenza. Per dirla in maniera ‘pratica’: tanto rappresenti in termini di audience ed altrettanto meriti di guadagnare. Ed è su quest’ultimo particolare – ufficialmente – che la battaglia nei suoi confronti trova ragion d’essere. Dunque, cancellare tre puntate del suo talk (per latro a ridosso delle Europee), altro non sarebbe che una scelta conseguente allo ‘spreco’ di soldi che comporta.
Così non passa giorno senza che il Fazio ‘nazionale’ venga raggiunto dall’ennesimo rimbrotto. E proprio oggi, anticipando la seduta del Consiglio d’Amministrazione di Viale Mazzini, guarda caso dedicato al conduttore ligure, il sottosegretario M5S con delega all’Editoria, Vito Crimi ha dichiarato ai cronisti che “Non ho mai seguito Fazio, non mi è mai piaciuto il modo in cui ha condotto la trasmissione. Credo sia strapagato – ha poi aggiunto all’agenzia di stampa ’AdnKronos Live’ – e di questo dovrebbe rendere conto in qualche modo. Non mi piace la censura in generale, però credo che in questo caso non è che siano state tagliate le puntate per motivi di censura, ma ci sono state probabilmente delle esigenze aziendali. Non conosco i dettagli e non mi interessano, né voglio entrarci”.
M.