Home BENESSERE SALUTE Cervicale e torcicollo tormentano 15 milioni di italiani

Cervicale e torcicollo tormentano 15 milioni di italiani

Ultimo aggiornamento 17:04

Premessa una certa cagionevolezza, o comunque una propensione a determinati disturbi, specialmente con l’abbassamento delle temperature – e le repentine variazioni di umidità – i consigli di medici ed esperti ‘sono sempre quelli’: evitare l’esposizione ad arie fredde (dall’aria condizionata, al finestrino dell’auto aperto, fino agli spifferi delle correnti). Per le donne l’accortezza particolare è quella di evitare tacchi alti troppo alti. Diversamente, trascurando queste raccomandazioni ecco che arriva quello che comunemente chiamiamo ‘torcicollo’, in realtà è una dolorosa contrattura dei muscoli del collo. Ma si tratta del male minore perché, come vedremo, questa sintomatologia è associata ad un disturbo molto più ampio e fastidioso che può generare anche in vertigini e nausee.

La ‘cervicalgia’ affligge circa 6 italiani su 10

Siamo infatti parlando di quel malanno che gli italiani chiamano ‘cervicale’. La ‘cervicalgia’ affligge circa 6 italiani su 10 che, tradotto in numeri significano ben 15 milioni di persone che ogni anno sono costrette a rivolgersi a medici ed ortopedici. E come ha avuto modo di spiegare nell’ambito del recente (il 12mo) ‘Trauma Meeting’ di Riccione, il presidente degli Ortopedici e traumatologi ospedalieri d’Italia (Otodi), Mario Manca, “il fenomeno, in effetti, non accenna a diminuire. Il dolore al collo, ma anche alla nuca e alle spalle – spiega l’esperto – coinvolge sempre di più un numero disparato di persone. Molti uomini e donne, indipendentemente dalla loro età sono costretti a vivere con dolori ricorrenti e invalidanti al collo. Le cause della cervicalgia sono molteplici, una delle più frequenti è la postura scorretta che ognuno di noi, involontariamente, assume in ufficio, a casa, in bicicletta, in moto, in automobile e perfino calzature inidonee con tacchi eccessivamente alti”. Tuttavia, aggiunge ancora l’ortopedico, “nella maggior parte dei casi il fastidio e il dolore possono essere così importanti e invalidanti che impediscono anche i più banali movimenti del collo e della testa. A volte si associano a una sensazione di ottundimento, tanto il dolore è costante”.
In tutto questo, così come per altre ‘patologie’, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale. Ad esempio, suggerisce il Prof. Manca, “per prevenire eventuali recidive e dolori a collo e spalle, sarebbe bene praticare alcuni esercizi, magari insegnati personalmente dal fisioterapista, di mobilitazione cauta della cervicale facendo auto-stretching della muscolatura paravertebrale per una decina di minuti al giorno. Fare piccoli e dolci movimenti con il collo, appena svegliati, aiuta a ridurre sensibilmente il rischio di una probabile recidiva di cervicalgia. Poi, bisognerebbe fare attenzione alla postura, ricordarsi sempre come si sta seduti e come ci si accomoda davanti a un computer, ad uno smartphone o alla guida di un’automobile. Anche quando si sta a tavola – avverte ancora il presidente degli ortopedici – è importante stare rilassati e godersi il pasto senza pensare ai problemi della giornata. A volte anche la tensione e l’ansia possono causare una particolare contrattura dei muscoli del collo”.
Ovviamente per avere conferma e certezza di aver a che fare con una cervicale, è sempre bene ricorrere ad una valutazione specialistica. Una volta diagnosticato il problema, un aiuto farmaceutico ad hoc (attraverso gli analgesici, a volte associati ad altri farmaci rilassanti specifici per la muscolatura contratta), o qualche ciclo di massaggio rieducativo o di fisioterapia, ci aiutano senz’altro a superare brillantemnte la fase acuta.
Attenzione però a diagnosticare anche una semplice cervicale col metodo ‘fai da te’, anche perché dolori che s’irradiano lungo il braccio, o formicolii persistenti, necessitano di seri approfondimenti, che non escludono all’occorrenza anche la risonanza magnetica.
Ad ogni modo, come scritto sopra, una buona prevenzione (leggasi ‘accortezza’), è fondamentale…
Max