‘Che cos’è l’economia circolare’, lo spiega Emanuele Bompan

Economia circolare, cos’è? A spiegare le sue mille sfaccettature e la vera e propria rivoluzione che rappresenta, ci pensa il libro “Che cosa è l’economia circolare” di Emanuele Bompan, con un contributo di Ilaria Nicoletta Brambilla, edito da Edizioni Ambiente, che torna in libreria con la versione aggiornata e ampliata. 

“Da un lato la scarsità di materie prime, dall’altro un consumo insostenibile di troppi oggetti dalla ‘vita’ troppo breve e infine gli output negativi della nostra economia, dai rifiuti all’inquinamento: l’economia circolare è una ‘strategia strategica’ per la sicurezza nazionale e del mondo industriale, e può creare nuova occupazione. Il libro – dice Bompan presentando oggi la nuova edizione del libro – è stato aggiornato dando ampio respiro ai temi della geopolitica, allargato gli esempi di buona economia circolare. E credo che questo libro sarà aggiornato tra 3-4 anni per continuare a raccontare questa grande trasformazione che avviene ogni giorno”. 

Il volume spiega le azioni fondamentali da mettere in campo per costruire una nuova economia, quella circolare appunto, raccontate in una maniera chiara, originale ed esaustiva. Il testo è pensato non solo per diversi livelli di apprendimento (dalle medie superiori ai primi anni di università), ma anche per giovani ricercatori ed esperti di sostenibilità che cercano un manuale accessibile e completo, con numerosissimi case studies da tutto il mondo. Senza dimenticare i manager chiamati ad attuare, nelle aziende, la rivoluzione dell’economia circolare. 

Per restituire complessità e vitalità del paradigma circolare, Emanuele Bompan, direttore di Materia Rinnovabile / Renewable Matter, attinge dalle tante esperienze descritte nella prima rivista internazionale dedicata all’economia circolare, con uno sguardo globale, che interseca Stati Uniti, Cina ed Europa.  

Dalle circular cities alle metriche, dalla rivoluzione del prodotto-come-servizio al boom della moda circolare, grandi multinazionali, governi, amministrazioni municipali e start-up: il racconto dei protagonisti si alterna con quello delle innovazioni nei processi produttivi e nei modelli di business, con le interviste ai fondatori (Ellen MacArthur, Walter Stahel, Kate Raworth), con le idee e i progetti più innovativi. Infine, viene proposta una guida per le imprese che intendono avviare un percorso veramente circolare, evitando il circular-economy washing. 

Il volume ha potuto contare sulla collaborazione di Legambiente e NextChem Spa che porta un contributo importante con un approccio innovativo e industriale e proposte concrete per lo sviluppo dell’economia circolare anche in ottica di decarbonizzazione. 

“Stiamo vivendo un momento unico – dice Fabrizio Di Amato, presidente di Maire Tecnimont (annunciando anche la volontà di promuovere il libro per un corso di laurea in economia circolare alla Luiss) – abbiamo un ministero della Transizione ecologica, strutture e persone competenti, una sensibilità dell’opinione pubblica molto superiore rispetto al passato, fondi a disposizione. Siamo di fronte a un cambiamento epocale e a condizioni favorevoli. Abbiamo le condizioni per farlo: come gruppo che radici nella chimica, negli ultimi 10 abbiamo deciso che bisognava cambiare, mettendo a servizio le nostre competenze – spiega – per fare i prodotti dell’economia circolare, mettendo a punto il concetto del distretto circolare e verde e considerando i rifiuti come il petrolio del terzo millennio. Il coraggio nell’industria c’è, come azienda stiamo lavorando moltissimo su questi temi e vogliamo farlo nel nostro Paese e sono convinto che stiamo andando sulla strada giusta”. 

Per Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, “per fare l’economia circolare ci vuole coraggio, penso ad esempio all’impiantistica che viene tanto spesso contestata, e bisogna prendersi la responsabilità di fare oggi le cose, cosa che spesso manca alla nostra classe politica. Ci vogliono coraggio e coerenza nel promuovere la transizione circolare ed ecologica, e devono averli la classe politica, le associazioni, le imprese. Credo che sia il momento giusto, questo, di fare le scelte giuste oggi, che significa anche dire cose impopolari”.