CHICAGO – L’AMARO COMMIATO DI OBAMA, CHE ESORTA A DIFENDERE ‘I VALORI CHE FANNO L’AMERICA’. INTANTO IL CREMLINO RIBADISCE: ‘NESSUN DOSSIER SU TRUMP, È PULP FICTION’

A 10 giorni dalla fine del suo mandato, il presidente degli States Barak Obama, nella ‘sua’ Chicago ha salutato i suoi sostenitori e non, con un amaro discorso d’addio. Obama ha ripercorso alcune tappe del suo mandato ricordando tra gli altri, “La lotta contro l’estremismo e l’intolleranza sono una cosa unica con la lotta contro l’autoritarismo e l’aggressione nazionalista”. Non senza commozione, il poresiudente uscente ha ripetuto “Yes we can, yes we did”, (“sì ce la possiamo fare, sì ce l’abbiamo fatta”), lo slogan, che riprende  e segue quello con cui vinse le storiche elezioni del 2008. Obama ha ancora una volta fatto appello al senso di democrazia del paese, esortando gli americani a non mollare: “se cediamo alla paura così come dobbiamo rimanere vigili contro le aggressioni esterne, dobbiamo proteggerci dall’indebolimento dei valori che ci rendono chi siamo”.In particolare, Obama ha puntato il dito contro argomenti populisti, anti-immigrati che finiscono per fare gli interessi dei più ricchi: “Se ogni questione economica viene presentata come un contrasto tra un ceto medio bianco che lavora e una minoranza che non si merita gli aiuti, allora i lavoratori di ogni colore saranno lasciati con le briciole mentre i più ricchi si ritireranno sempre di più nelle loro enclavi private”, ha affermato, in un passaggio che molti hanno voluto diretto a Donald Trump e alla sua amministrazione di miliardari.“La nostra Costituzione è un dono importante e bellissimo – ha detto – ma non ha potere da sola, siamo noi, il popolo, a darle potere con la nostra partecipazione e le scelte che facciamo”. Sul fronte invece ‘del nuovo che avanza’, oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov – riporta il sito Interfax – ha smentito le notizie sulla presunta esistenza di dossier dei servizi russi con materiale compromettente per il presidente eletto americano: “Queste notizie sono false, il Cremlino non è in possesso di nessun materiale compromettente su Donald Trump”. Peskov ha tenuto a ribadire come oggi, le informazioni contenute nei rapporti di cui parlano oggi i media americani sono “assolutamente fabbricate ad arte. Il Cremlino non raccoglie informazioni compromettenti: non lo ha fatto per Trump come non lo ha fatto per Hillary Clinton. Si tratta di pura ‘pulp fiction’”. Un argomento caldo, sul quale è intervenuto via Twitter lo stesso Trump, replicando a quanto pubblicato dalla Cnn, riguardo al fatto che i vertici dell’intelligence americana avrebbero aggiunto al rapporto sulle interferenze russe nelle elezioni americane anche un documento riguardo alla possibilità che i servizi russi abbiano raccolto materiale compromettente per il presidente eletto. Trump ha poi preso la parola pubblicamente promettendo xhe sarà il presidente di tutti gli americani e che sarà ricordato per i posti di laovro che siappresta a creare…