Home SPETTACOLO Ciao Darwin, tweet dall’America: “Programma razzista”. Cosa è successo

Ciao Darwin, tweet dall’America: “Programma razzista”. Cosa è successo

Ultimo aggiornamento 15:11

Che Ciao Darwin sia una trasmissione dissacrante e ironica è risaputo, ed è anche uno degli obiettivi degli autori dello show. Ma negli Stati Uniti è arrivata una visione distorta del programma condotto da Paolo Bonolis. E il motivo è un tweet di David Adler, fondatore dell’associazione Progressive International.

L’uomo, infatti, ha postato un’immagine relativa all’ultimo gioco di Ciao Darwin, quando due concorrenti entrano all’interno di due grandi calderoni riempiti d’acqua ad ogni risposta sbagliata. Il primo che arriva con l’acqua alla gola perde. Le regole semplici. Il funzionamento evidentemente no, almeno per chi pretende di comprenderlo da un solo frame.

“Una straniera nera viene affogata”

https://twitter.com/davidrkadler/status/1281166567418535936/photo/1

E’ quello che ha fatto David Adler, che ha twittato l’immagine relativa alla puntata tra italiani e stranieri e l’ha corredata di questo commento: “Ho acceso la tv italiana ed ho trovato il canale Mediaset di Berlusconi (Canale 5) che trasmetteva uno show chiamato Ciao Darwin nel quale gli italiani applaudono mentre una straniera nera viene affogata in una vasca d’acqua per aver risposto male a delle domande – il tutto osservato da due uomini con un completo e una donna in silenzio in bikini”.

Evidentemente il fondatore di Progressive International non ha mai visto una puntata dello show, tanto a trarre una conclusione da una semplice immagine o pochi secondi di video. Fatto sta che il tweet è diventato virale e in Italia è arrivato addirittura in tendenza. Per difendere il proprio lavoro è intervenuto anche uno degli autori del programma.

“Ciao, sono uno degli autori dello show. Mi dispiace che tu abbia perso la parte migliore, quando uccidiamo tutti i concorrenti che hanno perso, senza distinzione tra bianchi e neri. Ai bambini a casa piace!”, ha commentato in modo ironico Marco Salvati.