CON L’80% CHE FINISCE NELLA PATTUMIERA DI CASA, LO SPRECO DI CIBO VALE 15,5 MILIARDI ALL’ANNO

Circa un anno fa è entrata in vigore la cosiddetta Legge Gadda, volta alla limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale. Oggi nell’ambito del progetto ‘Reduce 2017’, attraverso i test definiti ‘Diari di famiglia’, il ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna, e con Swg, hanno certificato che in Italia ogni anno finiscono nella pattumiera qualcosa come 15,5 miliardi di euro di cibo; parliamo di un valore pari allo 0,94% del Pil. Parliamo di qualcosa come oltre 3,5 miliardi annui per lo spreco alimentare inerente alla sola ‘filiera’, che contempla i campi (946.229.325 euro), la produzione industriale (1.111.916.133 euro), e gli innumerevoli sprechi relativi alla distribuzione (1.444.189.543 euro). Una cifra di per sé già importante, resa poi ‘folle’, per l’appunto, dai 12 miliardi rappresentati dallo spreco domestico reale (in quanto quello percepito si ferma a 8 miliardi). Come tiene a sottolineare Andrea Segrè, direttore scientifico della Campagna europea di sensibilizzazione ’Spreco Zero’ di Last Minute Market, “Lo spreco alimentare è un tema su cui sensibilizzare innanzitutto i giovani, dai bimbi ai millennials della generazione Z: perché saranno loro a guidare il mondo. Fra gli obiettivi prioritari di Spreco Zero permane la proclamazione di un Anno Europeo sullo Spreco alimentare, una questione globale richiede campagne capillari per lo meno a livello dei paesi Ue”. “Sosteniamo da cinque anni e con grande convinzione il progetto Spreco Zero e ci auguriamo che ottenga risultati sempre maggiori in un’ottica di uso consapevole delle risorse da parte di cittadini e imprese e di sostenibilità ambientale”, ricorda Luciano Bacoccoli, Responsabile Territorial Relations&Claims Centro Nord di Unicredit. Molto si sta facendo per cercare di sensibilizzare i cittadini intorno al tema spreco, ad esempio, l’Osservatorio Waste Watcher (Last Minute Market/Swg), ha stimato che oggi 7 cittadini su 10 sono a conoscenza della nuova normativa e che, oltre il 91%, definisce grave ed allarmante lo spreco legato al cibo mentre, l’81% dei cittadini è conscio del fatto che si un cambiamento può avvenire esclusivamente nelle attenzioni del quotidiano. Motivo per cui, proprio attraverso il progetto ‘reduce 2017’, la campagna Spreco Zero 2017, ha introdotto ’Waste Notes’, un Diario settimanale – scaricabile online – che mira a sensibilizzare le famiglie sullo spreco del cibo, annuncia Luca Falasconi, responsabile scientifico di ‘Reduce 2017’, “Lo spreco si annida soprattutto vicino a noi. Il progetto ci permette di capire che proprio la quotidianità delle nostre azioni determina la produzione di spreco alimentare, ogni giorno. Il frigo, la dispensa, e le mense scolastiche sono tra i principali luoghi dove ogni giorno cibo ancora perfettamente buono e sano inizia il suo percorso verso la discarica”.
M.