Home POLITICA POLITICA ITALIANA Conte attacca Salvini, minimizza la debacle grillina e ammicca a Zingaretti

Conte attacca Salvini, minimizza la debacle grillina e ammicca a Zingaretti

Avevo intravisto, già qualche mese orsono, una parabola calante della Lega che appare confermata, non è primo partito né in Emilia Romagna né in Calabria”.
Prima, in attesa del voto, terrorizzato da un’eventuale sconfitta del centrosinistra – che per lui avrebbe significato un rapido ritorno alla vita comune – ha scandito i giorni continuando a ripetere che, in nessun caso, il voto delle regionali non avrebbe influito sul proseguo dell’attività del governo. Oggi, tirato un sospiro di sollievo, forse non ‘impensierito’ della quantità di voti raccolti comunque dalla Lega, ha deciso di ‘attaccare a testa bassa’ Salvini: “C’è chi ha voluto fare di questo voto un referendum pro o contro il governo, e proprio per questo comportamento che io giudico improprio, mi riferisco in particolare a Matteo Salvini, per me esce grande sconfitto da questo appuntamento elettorale. In realtà, le comunità locali hanno inteso questo come un referendum su di lui, quindi ne esce sconfitto”.
Ovviamente il premier ne approfitta e continua: “Si è manifestata un’altra modalità di fare politica, di fare spettacolo, la modalità di andare a citofonare, forse c’era chi voleva farlo anche qui a Palazzo Chigi. Lo dico ora che la campagna elettorale è finita: è indegno andare in giro a citofonare additando singoli privati cittadini, a torto o ragione non importa, come colpevoli di gravi comportamenti delittuosi. E’ davvero inaccettabile, mi ricorda pratiche oscurantiste del passato – osserva il premier – è un dare dell’untore che non possiamo accettare, tanto meno da chi per 15 mesi ha fatto il ministro dell’Interno e aveva una grande responsabilità di perseguire quei reati di cui oggi si lamenta e ora ha una grande responsabilità come leader d’opposizione. Sono scorciatoie mediatiche che non possiamo accettare”.

Il governo? Tutti insieme ‘appassionatamente’…

Quindi, con il M5s ridotto ai minimi termini, ed il Pd ‘in ripresa’, Conte è pronto ad allinearsi a Zingaretti, riprendendo il più volte abusato concetto, secondo il quale, “La prospettiva di governo è di più ampio respiro: noi dobbiamo lavorare per contrastare queste destre. Mi auguro che si possa rafforzare sempre più un ampio fronte – poi potete chiamarlo come volete, ‘progressista’, ‘riformista’, ‘alternativo alle destre’ – dove possano trovare posto tutte le forze, pur con diverse sensibilità, che vogliono condurre una politica alternativa alle destre. Io – tiene a rimarcare Conte – sono un costruttore per definizione, e mi auguro che questo progetto politico possa rafforzarsi sempre più andando avanti nel tempo, anche in virtù di un maggiore affiatamento tra le forze di governo. Non dobbiamo più indulgere in smarcamenti, in rivendicazioni di spazi politici e non possiamo più permetterci di piantare bandierine. La gente ci chiede buone pratiche di governo”.

Il M5s… Conte buonista: “risultati non brillanti”!

Ma questo ci sta, fa parte del fare politica in Italia, dove l’80% del confronto è sempre sulla reciproca offesa e mai sui progranmmi, sulle idee da proporre.
Certo, poi fa sorridere sentir dire che prima la Lega – abbondantemente sopra il 30% – Conte aveva capito fosse in grande calo, mentre invece, a proposito della ‘quasi totale sparizione’ del M5s, il premier parla di “risultati non brillanti”! “Il M5S – ha infatti avuto il coraggio di affermare il presidente del Consiglio – non ha conseguito risultati brillanti, questo è vero. Ma consideriamo tre aspetti: il primo è che il leader politico Luigi Di Maio si è dimesso proprio durante la campagna elettorale e ora c’è un reggente; secondo, il Movimento non ha una solida struttura territoriale, essendo un Movimento, non un partito tradizionale; terzo, ricordiamoci che per questa scadenza elettorale c’è stata incertezza sul se presentarsi fino all’ultimo. Quindi si è arrivati a questa scadenza in una fase di chiara incertezza, quindi non dobbiamo essere ingenerosi sulla performance del Movimento“.
Dunque ‘tutto a posto’, nulla di che. E se qualcuno domanda cosa accadrà ora nel Parlamento, Conte ribatte che “I numeri in Parlamento sono diversi. E’ improprio, l’ho sempre sostenuto e continuo a sostenerlo, attribuire significato politico a livello nazionale a una competizione elettorale territoriale“.

Salvini: “Una camomilla per Giuseppi!”

Ma lo ‘sfogo’ del premier ci ha messo un attimo ad arrivare Salvini il quale, ha replicato attraverso i social: “Leggo che anche oggi il signor Conte passa il tempo ad attaccarmi e a dire che deve lavorare per contrastare me e le destre. Gli ricordo che deve lavorare per il bene degli italiani, non perché odia qualcuno. Chi vive di rabbia e rancore vive male poverino. Camomilla per Giuseppi!“.
Max