ECONOMIA

“Conte e  Gualtieri? Grande sinergia, ad aprile nuove risorse”, spiega Misiani

I soldi arriveranno nei prossimi giorni, entro la metà di aprile. Mi auguro che nessuno soffi sul fuoco delle paure e delle tensioni sociali. Sarebbe un atteggiamento folle e irresponsabile ed è l’ultima cosa di cui il paese ha bisogno oggi. L’opposizione ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità nei confronti del Paese esattamente come la maggioranza“. Ieri prima il Mef e poi il Tesoro, sono intervenuti con durezza nello stoppare ‘definitivamete’ le polemiche seguite all’annuncio di Conte di aver anticipato i fondi ai comuni per fronteggiare l’emergenza sociale. Stamane è stato invece il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, ad attaccare l’opposizione, che a suo avviso alimenta la tensione sociale. Forse il viceministro frequenta poco i social e non ha conoscenza della ‘rabbia’ che sta preoccupantemente montando.

“Conte e Gualtieri sono in grande sinergia”

Misiani ha poi affermato davanti ai microfoni di Radio Capital, che  “bisogna costruire strumenti equi che tengano conto delle diverse situazioni ma che non siano così complicati da rallentare al di là dell’accettabile l’arrivo delle risorse alle famiglie italiane”. Quindi il viceministro ha poi tenuto a ribadire che “La posizione del ministro Gualtieri è la stessa del premier Conte: il Mes è inservibile in questa crisi, un Fondo Salva-Stati cambiato è un altro paio di maniche. Ma si tratterebbe del 2% del Pil, abbiamo bisogno di altra potenza di fuoco“.

“Ad aprile un nuovo decreto ricco di risorse”

Entrando nell’aspetto pratico Misiani ha poi anticipato che, ”Stiamo predisponendo un decreto per aprile che sarà molto consistente come impegno di risorse e che viene ad un mese da un decreto che ha già stanziato 25 miliardi di cui quasi 10 miliardi per dare una mano a famiglie e lavoratori“. 

“Partite Iva e famiglia, stiamo valutando”

Per quel che riguarda invece il reddito di emergenza, il viceministro abiura che  stanzieremo tutto quello che è necessario“. Ma riguardo ai ‘ventilati’ 600 euro di sostegno alle famiglie, “Lo vedremo”. Tuttavia, aggiunge, “per le partite iva abbiamo dato 600 euro a più di 5 milioni di lavoratori, credo sia ragionevole chiedere e ottenere l’aumento della cifra. Lavoriamo per farlo, con un minimo di selettività in più“.

“I 400 mln aiuteranno almeno un milione di famiglie”

Misiani ha poi voluto ribadire che “Con quei 400 milioni dobbiamo dare una mano alle famiglie che non hanno alcun tipo di sostegno, quindi a chi non prende reddito di cittadinanza. Soldi con i quai possiamo aiutare un milione di famiglie e non mi sembra poco – rimarca – Sono famiglie che non avevano la possibilità di acquistare generi di prima necessità e l’avranno nel momento in cui i comuni si organizzeranno come in silenzio e senza polemiche stanno iniziando a fare la stragrande maggioranza dei sindaci italiani”.

“I sindaci sanno più dell’Inps chi ha bisogno”

Poi, riprendendo le polemiche seguite all’erogazione di un fondo di solidarietà dei comuni, il viceministro ha tenuto a chiarire che ”bisogna ricondurre le polemiche più o meno strumentali ai fatti e ai numeri. Il governo più o meno 13 giorni fa ha stanziato 9,6 miliardi che vanno ad aiutare quasi 20 milioni tra lavoratori e famiglie; poi chiaro che non passiamo arrivare da per tutto. C’è un segmento piccolo ma significativo di famiglie escluse dal welfare, dobbiamo arrivare anche al loro. E il senso di questi 400 milioni di euro è esattamente: aiutare un milione di famiglie a mangiare, ad acquistare beni di prima necessità”, ha ripetuto. “E questi 400 milioni, noi li diamo ai comuni perché sono i sindaci che possono conoscere molto meglio dell’Inps chi è in condizione di bisogno e chi non prende il reddito di cittadinanza o la cassa integrazione”.

“Aiutiamo chi ha bisogno, senza distinzioni”

Quanto a quella vastissima platea formata dai lavoratori in nero, Misiani spiega che “Non do giudizi di valore; ho le mie idee per quanto riguarda le legalità e le tengo ferme, ma in una condizione di emergenza nazionale, in cui c’è un’epidemia, e chiediamo a tutte le famiglie italiane di rimanere a casa e di non lavorare, è chiaro che noi dobbiamo prevedere un sostegno il più universalistico possibile. Non è il tempo della distinzione – ha quindi affermato – Abbiamo bisogno di dare sicurezza e sostegno a tutti gli italiani in condizione di bisogno. Il reddito di emergenza – ha poi concluso Misiani – ha esattamente questo obiettivo: noi dobbiamo costruire una rete di sostegno universalistica che arrivi a tutti ovviamente in relazione alle condizioni di bisogno in una fase di emergenza transitoria che speriamo duri il meno possibile”.

Max