CORI, CON COLDIRETTI PER TUTELA DEL VERO “MADE IN ITALY”

Il Comune di Cori ha aderito alla campagna nazionale della Coldiretti a tutela del vero “Made in Italy” agroalimentare.

La proposta approvata in Giunta è stata presentata dagli Assessori alle Attività Produttive e all’Ambiente, Mauro De Lillis e Luca Zampi, condivisa con la locale Coldiretti. Tale azione, rappresenta l’inizio di un percorso partecipato con le associazioni di categoria verso l’istituzione di un mercato a km 0. Si punta a salvaguardare i prodotti locali e limitare la commercializzazione delle imitazioni di scarsa qualità che arrecano grave danno all’immagine dell’Italia e del patrimonio agroalimentare italiano, espressione dell’identità culturale dei territori e bene collettivo da tutelare come strumento di valorizzazione e sostegno allo sviluppo rurale. Pratiche ingannevoli e fraudolente che oltre ad indurre in errore i consumatori, provocano pesanti ripercussioni negative sulle imprese agricole a causa della concorrenza sleale, che sottrae loro spazi di mercato. Da qui la ferma convinzione dell’Amministrazione comunale della necessità di prevenire e contrastare l’usurpazione del “Made in Italy”, assicurando la qualità dei nostri prodotti alimentari, garanzia per la salute dei consumatori, nonché il diritto ad un’alimentazione sana e corretta, fondata su scelte di acquisto e di consumo consapevoli. Esigenza ancor più sentita in un momento di grave crisi in cui il “Made in Italy”, in particolare quello agroalimentare, rappresenta una leva competitiva “ad alto valore aggiunto” per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale. Poiché la Commissione Europea avrebbe dovuto imporre i vincoli di etichettatura entro il 13 dicembre 2013, l’Ente lepino si associa alla richiesta al Governo affinchè si attivi in sede europea per il riconoscimento dell’obbligo di indicazione dell’origine degli alimenti e del luogo di provenienza di tutti i prodotti della filiera agroalimentare. Ma anche per mettere in atto strategie di promozione delle produzioni agricole italiane e di contrasto ai finanziamenti pubblici che alimentano il fenomeno del finto “Made in Italy”.