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Coronavirus, a rischio il 70% della popolazione mondiale

Ultimo aggiornamento 15:52

Ormai non ci sono più dubbi circa la ‘facilità’ di trasmissione da uomo a uomo del coronavirus e, mediamente, gli esperti ritengono che ciascuna persona infettata può trasmetterlo ad almeno 2,5 persone. Questo significa che a questa velocità, guardando alla popolazione mondiale non è poi così impossibile pensare al 60% delle persone infettate. Così, dopo l’allarme lanciato ieri dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha definito gli attuali casi conclamati la ‘punta dell’iceberg’, intervistato dal ‘The Guardian’, stamane è stato il noto epidemiologo Gabriel Leung (tra l’altro a capo del Dipartimento di medicina all’università di Hong Kong), rinnovare l’allarme: “Il 70% della popolazione mondiale è un numero tremendamente grande”. Dunque, ha spiegato, sebbene il tasso di mortalità complessivo raggiune appena l’1%, su scala globale si tratterebbe comuqneu di un numero di vittime davvero rilevante.
Gabriel Leung, che domani si rivolgerà alla platea di esperti dell’Oms, illustrerà quelle che a suo parere sono “priorità imprescindibili: siamo di fronte a un’epidemia mondiale in crescita e bisogna verificare se le drastiche misure adottate dalla Cina per fermare i contagi, stanno funzionando – ha avvertito – Se è così, suggerisce Leung, anche gli altri Paesi dovrebbe pensare di adottarle”.
Max