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    Coronavirus, il bollettino medico dei pazienti cinesi allo Spallanzani

    Ultimo aggiornamento 13:12

    In ore delicatissime dal punto di vista dell’attenzione mediatica, pubblica, politica e sociale in quanto alla crescita dell’emergenza legata al coronavirus, molto rilevanti risultano le parole che arrivano dall’istituto medico Spallanzani di Roma laddove i due cittadini cinesi ricoverati sono stati, così come gli altri soggetti posti sotto controllo, sottoposti a tutti i test ed alla procedure mediche di protocollo.

    Molto chiare, chiarificatrici e soppesate le parole che emergono dal bollettino medico ufficiale, nonché dai vertici dello Spallanzani stesso.

    Coronavirus, il bollettino medico dei pazienti cinesi allo Spallanzani

    Se non sono tranquillizzanti le ultime nuove provenienti dal resto d’Europa circa l’aumento delle infezioni il primo bollettino medico dell’ospedale Spallanzani relativo ai due turisti cinesi arrivati dalla provincia di Wuhan. Condizioni “discrete, il marito ha un interessamento polmonare più pronunciato”, viene comunicato. Ambedue, nel tour turistico, sono passati stati a Firenze per due giorni oltre a Roma, ma pare non a Milano.

    Ad ogni modo, presso il noto centro per le malattie infettive tendono a fornire elementi chiarificatori: “Sono ricoverati 12 pazienti provenienti da diverse zone della Cina. Presentano sintomi modesti e sono sottoposti a test: in 9 sono stati isolati e già dimessi dopo il risultato negativo. Altri 20 asintomatici che hanno avuto contatti primari con la coppia sono in osservazione”.

    Il Direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito ha inoltre detto che “sono stati individuati tre possibili contatti” con la coppia cinese e che sono stati “posti in sorveglianza domiciliare”. Pertanto “siamo quasi del tutto tranquilli che non ci siano stati altri contagi”, ha aggiunto Giuseppe Ippolito.

    Infine il direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani ha chiosato: “Il Centro europeo ha pubblicato nuove stime confermando che la trasmissione è possibile solo quando si hanno sintomi”.