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Coronavirus, il dottor Mariano Amici: “Siamo sicuri che quando il vaccino sarà pronto sarà ancora efficace?”

L’emergenza Coronavirus in Italia continua a preoccupare non poco gli italiani e nonostante negli ultimi giorni i dati diffusi dalla Protezione Civile parlano di un trend in discesa è stato evidenziato più volte che l’unico modo per arginare definitivamente la pandemia da Covid-19 è il vaccino.

In una recente conferenza stampa il commissario straordinario Domenico Arcuri ha dichiarato che l’Italia, così come gli altri paesi, uscirà definitivamente da questa situazione solo dopo la scoperta di un vaccino: “Noi ci metteremo definitivamente alle spalle questa drammatica emergenza solo quando verrà scoperto un vaccino efficiente ed efficace. Fino a quando non verrà scoperto, abbiamo un solo antidoto: noi stessi e i nostri comportamenti. Essi servono a prevenire e a contenere i contagi. Siamo noi che dobbiamo dare una mano a noi stessi fino all’auspicata scoperta del vaccino in questa guerra che affligge tutte le nazioni”.

Vaccino Coronavirus: le perplessità del medico Mariano Amici

Sull’argomento è intervenuto anche il dottor Mariano Amici, medico di Ardea (Roma) che ha spiegato alla stampa le sue perplessità circa il vaccino anticoronavirus: “È noto che per preparare un vaccino, verificare l’inesistenza di contro indicazioni e verificare la sua effettiva efficacia, sono necessari mesi. Siamo sicuri che quando il vaccino tanto decantato sarà pronto, tenendo conto che questi tipi di virus sono estremamente mutabili, sarà ancora efficace e servirà realmente a qualcosa?”.

Come evidenzia il medico, già intervenuto su queste pagine per invitare gli utenti a fare attenzione alle tante bufale che girano in queste settimane sul Coronavirus, l’arrivo di un vaccino per bloccare il Covid-19 richiederà diverso tempo prima di poter essere utilizzato sui pazienti: “Da medico di campagna mi sorge un grave dubbio! L’unica utilità sarà ingrassare le tasche delle case farmaceutiche e depauperare la sanità pubblica! Essere sottoposti a vaccini inutili potrebbe portare solo ad un indebolimento della salute dei cittadini, con conseguente gioia delle case farmaceutiche, ed ulteriore indebolimento dei fondi della sanità pubblica.”.

L’analisi del medico Amici prosegue quindi puntando il dito contro le case farmaceutiche, a discapito della sanità pubblica: “Temo, e Vi prego smentitemi, che per vendere più farmaci vengano pubblicizzati prodotti che in realtà, come anche da me constatato, fanno solo venire altre malattie e che indeboliscono le difese immunitarie favorendo l’attecchimento di tutta una serie di forme virali tra cui l’influenza ed il Coronavirus. Si innesca cosi quel meccanismo “diabolico” che mette in ginocchio le finanze del Servizio Sanitario Nazionale. Governi “ciechi”, o finti tali, tagliano le uniche cose utili alla salute dei cittadini (che sono i fondi alla ricerca, alla prevenzione ed alla cura) per acquistare farmaci e vaccini, in certi casi, totalmente inutili”.

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Dottor Mariano Amici: “Basta sperperare soldi pubblici in farmaci inutili”

“I popoli non debbono trovarsi difronte a situazioni come questa dove non si capisce se il male più grande è il Coronavirus o i risvolti economici che ne derivano e dove a farla da “padrone” è la finanza internazionale governata dalle multinazionali operanti in tutti i settori, che in queste situazioni fanno enormi profitti mentre i cittadini si impoveriscono!” spiega il dottore che prosegue: “Nel caso della Sanità basterebbe evitare di sperperare i soldi pubblici in farmaci inutili e soprattutto dannosi e tenere in salute la popolazione indirizzando le risorse per potenziare la “sana” ricerca, la prevenzione sia delle forme tumorali che delle malattie contagiose e diffusive, i centri di cura e l’assistenza domiciliare”.

“Perché non si inverte la tendenza?” si domanda Mariano Amici. La sua conclusione: “Perché le migliori e più forti potenze economiche si sono trovate impreparate di fronte ad un virus che, per quanto aggressivo, poteva tranquillamente essere curato ed isolato se la sanità non fosse stata depredata per anni? Perché la ricerca deve essere delegata sempre di più alle case farmaceutiche che hanno l’interesse a vendere medicine e non allo Stato che dovrebbe avere l’interesse a mantenere in salute i propri cittadini? È il governo che governa o le multinazionali?“.

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