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Coronavirus, Oms: “Il peggio deve ancora arrivare”

Il bilancio del direttore generale dell'Oms a sei mesi dall'inizio della pandemia

Ultimo aggiornamento 09:48
L'Organizzazione mondiale della sanità ha ripreso le sperimentazioni di idrossiclorochina

Sono passati sei mesi dalle prime segnalazioni all’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) di casi di polmonite ignote in Cina. In questo periodo sono morte più di 500 mila persone e si sono registrati dieci milioni di contagi. Ma “il peggio deve ancora arrivare“. Lo ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sulla pandemia a Ginevra.

“Vorremmo tutti che fosse finita – ha proseguito Ghebreyesus – Vogliamo tutti tornare alle nostre vite. Ma la dura realtà è che non siamo nemmeno vicini alla fine. Sebbene molti paesi abbiano fatto progressi, a livello globale la pandemia sta accelerando”.

Secondo le previsioni dell’Oms dovremo abituarci a convivere a lungo con il coronavirus. “Questa è la nuova normalità“, ha sentenziato il direttore generale, invitando però i paesi a non perdere la speranza.

“Nessuno di noi – ha aggiunto – poteva immaginare che il nostro mondo e le nostre vite sarebbero state sconvolte da questo nuovo virus. La pandemia ha fatto emergere il meglio e il peggio dell’umanità. In tutto il mondo abbiamo visto atti di resilienza, solidarietà, gentilezza, ma anche disinformazione e politicizzazione della pandemia”.

Grebeyesus ha infine richiamato i paesi all’unità e al buon senso: “È il momento, per tutti noi, di riflettere sui progressi compiuti e sulle lezioni apprese e di impegnarci nuovamente a fare tutto ciò che possiamo per salvare vite”.

Mario Bonito