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Coronavirus, Roma ha paura: allarme Confartigianato

Seguiamo con attenzione insieme ai nostri associati l’evolversi della situazione, e confidiamo nei provvedimenti a sostegno delle imprese che il Governo sta concordando con le Associazioni Nazionali“.
C’è ovviamente tanta preoccupazione ai vertici di tutti i settori di categoria, in seguito a questo maledetto picco di contagi da coronavirus. D’altra parte, nonostante ci si impegni per far capire che siamo davanti ad ‘un’influenza’, solo più forte ed insidiosa del solito (e che con pochi accorgimenti ci sono altissime probabilità di non incontrarla), il terrore continua a farla da padrone.
Se al Nord davanti all’evidenza, per forza di cose, la vita sociale è stata costretta a subire un decisivo cambimento di usi ed abitudini, non si capisce il perché lo stesso sta capitando anche nella Capitale.

Per bar e ristoranti incassi ridotti del 30%

A Roma infatti, al momento la situazione è assolutamente ‘normale e ‘sotto controllo’. Certo, i ‘menagrami’ continuano a dire che anche qui si apprestano a sfociare i contagi, tuttavia, ora non è così. Ma nonostante tutto però la gente evita i luoghi affollati come pub, bar e ristoranti. Al punto che il direttore di Confartigianato Roma, Andrea Fainella, ha denunciato uno stato di forte crisi: “Stiamo registrando una significativa riduzione degli incassi e delle presenze giornaliere degli esercizi di somministrazione con una media del -30% nei ristoranti e bar della Capitale – spiega il direttore – Un dato consolidato, senza differenze significative tra centro, periferia e centri commerciali“.

Vanno solo i prodotti volti all’igiene personale

Se fino a pochi giorni fa le assenze sembravano essere al solo appannaggio dei ristoranti e food cinesi, ora la situazione si è ‘livellata’, coinvolgendo in toto ogni tipo di pubblico esercizio: “Questo non si verifica solo negli esercizi gestiti da imprenditori cinesi – spiega infatti Fainella – ma anche nella ristorazione tradizionale. Segno di una diffusa paura dei romani di frequentare luoghi di aggregazione e con grande afflusso di persone, legata all’emergenza Coronavirus. Di contro, registriamo un boom nella vendita di prodotti per la cura dell’igiene personale, +40%, che risultano introvabili in molti punti vendita“.
Max