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Coronavirus: “Solo chi ha i sintomi può contagiare altre persone”

Ultimo aggiornamento 17:49

Quante stupide fake news e discriminazioni

In una situazione di grande agitazione dove, malgrado l’incidenza dei contagi, fortunatamente i casi di morte sono sporadici (e per lo più legati a pre-esistenti complicazioni fisiche), il coronavirus sta assumendo dimensioni ‘colossali’ più per l’alone di terrore che lo accompagna, che per la reale pericolosità. Intendiamoci, non è certo un fenomeno da prendere ‘sottogamba’, ma nemmeno da paragonare a passate epidemie ben più serie. Basti pensare allo stesso Hiv: ancora oggi in Italia i sieropositivi continuano ad aumentare a velocità vertiginosa eppure, visto che grazie alle nuove cure la letalità è stata praticamente abbattuta, in pochi ne parlano o lo temono.
Purtroppo però, anche davanti cose così serie, in moltissimi non riescono a mantenere un senso equo della misura, ‘fabbricando’ fake news con una frequenza impressionante. Dunque nei social, ecco allegre comitive di cinesi banchettare con topi o pipistrelli ‘infetti’, scene rubate ai ‘disaster movie’ di serie B riciclate per l’occasione e spacciate per vere. Senza contare poi l’indegno ‘tam tam’ delle chat, che si rinnova quotidianamente con improbabili scoop tipo: “Sono al Policlinico e mi hanno detto che un intero piano è stato chiuso perché vi sono ricoverate 27 persone contagiate…!”. Insomma il caso nel caos. Mai come ora – premesso che è in arrivo un apposito vaccino – è invece opportuno affidarsi a chi davvero ne sa – e fa – più di noi, senza fantasticare oltre. Si può tranquillamente continuare a fare acquisti negli store cinesi, così come andare a mangiare gli involtini primavera, o i ravioli la vapore, senza nulla da temere…

I due ricoverati allo Spallanzani in ‘discrete condizioni’

Intanto chiariamo subito che la coppia di cinesi ricoverati all’Istituto malattie infettive Spallanzani di Roma (dove, ‘reali’, sono 27 i casi in osservazione), benché positivi al coronavirus, fanno saper i medici che “Sono in condizioni discrete”. Nello specifico, la 65enne, pur mostrando ‘un iniziale interessamento intersiziale’, è in discrete condizioni, così come il marito (66 anni), giudicato ugualmente in discrete condizioni, premesso “un interessamento polmonare più pronunciato”.
Tanto per dare un quadro completo della situazione a Roma, il virologo dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani, Emanuele Nicastri, ha dichiarato che “Altri 12 cinesi sono arrivati in queste ore e hanno sintomi respiratori modesti e sono sottoposti al test, si aspettano i risultati. Altri 9 pazienti sono stati isolati e dimessi dopo l’esito degli esami“.

“Il focolaio italiano cesserà prima dell’arrivo del vaccino”

Dal canto suo Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani ha spiegato che “L’Ecdc ha affermato che se le persone con infezione da coronavirus vengono rapidamente identificate il rischio di contagio è da basso a molto bassa“. In particolare, ha aggiunto l’esperto, “L’Ecdc oggi ha reso pubbliche le nuove stime di trasmissione dicendo che è verosimile che le persone siano fonte di trasmissione solo quando presentano i sintomi. I pazienti asintomatici, secondo il centro europeo per il controllo delle malattie non hanno un ruolo vero e rilevante nella trasmissione del virus e se i casi importati sono identificati in stadio precoce e vengono messe in pratica tutte le misure, il rischio di avere ulteriori casi di trasmissione uomo-uomo in Ue è da basso a molto basso”.
Tuttavia, nonostante l’allarme, il Prof. Ippolito è ottimista. “Il focolaio italiano sarà chiuso prima dell’arrivo del vaccino. Il sistema funziona e siamo tranquilli. No alle discriminazioni dei cittadini cinesi in Italia. Contro questo coronavirus non c’è cura. I farmaci sono utilizzabili quando ci sono prove e quando le agenzie regolatorie danno il via libera”. Al momento, ha sottolineato, gli antivirali in commercio “sono farmaci messi a punto per altre patologie, ma al momento sono indicati solo per Paesi ad alta circolazione epidemica”, anche se qualcuno ha azzardato l’ipotesi che potrebbe essere comunque validi anche contro il coronavirus: “Non esistono cure per questa malattia – tiene a precisare il direttore scientifico dello Spallanzani – i contagiati vengono solo sottoposti al trattamento sintomatico, se necessario, e vengono gestite le comorbidità”.

La Regione Lazio ‘veglia’ e monitora tutto

“Il 29 gennaio alle 18 a seguito di una chiamata al numero unico 112 da parte del personale dell’hotel Palatino per episodi di febbre in due ospiti provenienti dalla provincia di Hubei, è scattato il protocollo regionale
Per quel che riguarda invece la ‘gestione logistica’ in termini di prevenzione, la Regione Lazio è al lavoro 24 nostop per evitare ‘sorprese’ o mancanze. Come ha riferito Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio, “Oggi alle 13 la Asl competente di Roma centro ha informato l’albergo (dove era ospitata la coppia di cinesi,ndr) concludendo che non si ravvede la necessità di ulteriore iniziative di sanità pubblica. La cura per loro prevede reidratazione per via endovenosa, la terapia antibiotica per il paziente maschio e una terapia locale per la congiuntivite della moglie. Da quanto emerso, durante il soggiorno la coppia di pazienti ha limitato gli spostamenti dentro l’hotel e indossato delle mascherine“. Per quel che riguarda invece i 20 cinesi (componenti della comitiva di cui fanno parte anche i due coniugi ricoverati), l’assessore ha confermato che si trovano tutti in osservazione allo Spallanzani, e risultano essere “asintomatici”.
Evidenziando dunque la grande attenzione prestata al fenomeno, D’Amato ha anche aggiunto che “Sono stati individuati tre possibili contatti con la coppia di turisti cinesi posti in sorveglianza domiciliare, per massima cautela, a cura delle Asl competenti. Affermare che non ci saranno altri casi è non guardare in faccia la realtà – ha lealmente riconosciuto l’assessore alla Sanità – Dobbiamo stare attenti e seguire quello che ci raccomandano le agenzie internazionali, ovvero identificare precocemente altri casi“.
Max