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Coronavirus, Usa primo paese al mondo per contagi, Trump a Xi: Lavoriamo insieme

Ultimo aggiornamento 11:14

Sono giorni, ore, decisive e delicatissime in tutto il mondo per via del Coronavirus, e in particolare emergono dati che, negli Stati Uniti stanno facendo gridare al vero allarme. Sono oramai 81.488 casi negli Usa e la situazione è, come in Italia, Spagna, Corea e un pò ovunque, terribile.

Tanto che Trump, prendendone le redini, in un colloquio con Xi ha detto: ‘Lavoriamo insieme’. Dal canto suo, il presidente cinese ha ricambiato: ‘Azioni reali per migliorare i rapporti bilaterali’.

Coronavirus, Usa-Cina vicine. Trump a Xi: “Lavoriamo insieme”

“Ho appena concluso un’ottima conversazione con il presidente Xi della Cina. Discusso in dettaglio il CoronaVirus che sta devastando gran parte del nostro Pianeta”: a dirlo su Twitter è il presidente americano Donald Trump, per il quale “la Cina ha molta esperienza e ha sviluppato una forte conoscenza del virus. Stiamo lavorando a stretto contatto insieme. Molto rispetto!”

aggiornamento ore 1.15

La Cina e gli Usa pertanto farebbero bene a “unirsi nella lotta” contro la pandemia globale, ha detto Xi, che nella telefonata avuta con Trump Xi ha dichiarato di auspicarsi che Washington prenda “azioni reali” per migliorare i rapporti bilaterali. Le relazioni tra i due Paesi, ha chiarito poi, “sono arrivate a una congiuntura importante”.

Gli Stati Uniti sono ora il primo Paese al mondo per casi di coronavirus: secondo i dati del New York Times sono 81.488, più di Cina e Italia, con 1.178 morti in tutto il Paese.

La città di Miami lancia il coprifuoco per frenare la corsa dei contagi da coronavirus. Sarà in vigore dalle 22 alle 5 del mattino. Le eccezioni per chi va o torna dal lavoro, per le emergenze mediche e per portare a spasso il cane entro cento metri da casa.

aggiornamento ore 5.11

Metà dei newyorkesi, circa 4 milioni di persone, potrebbe essere contagiata prima che il coronavirus faccia il suo corso naturale. E’ la previsione del sindaco Bill de Blasio. “E’ plausibile – ha ammesso de Blasio – ed è molto preoccupante, ma dobbiamo iniziare a dire la verità”.

Secondo l’assessore alla sanità della Grande Mela, Oxiris Barbot, l’epidemia potrebbe rallentare a settembre. Con i suoi circa 1800 casi positivi, la Louisiana sta mostrando la crescita più veloce di coronavirus al mondo: lo dice il New York Times per cui la traiettoria dei contagiati è simile a quella in Spagna e Italia. La situazione è grave a New Orleans, con oltre 800 casi, più del totale di casi in quasi 15 Stati Usa. Il sospetto degli esperti medici è che la crisi possa essere stata accelerata, ironia della sorte, dal ‘Mardi Gras’, la tradizionale festa di carnevale culminata il 25 febbraio e che attira migliaia di persone nelle strade e nei locali.

 

aggiornamento ore 11.13