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Corte costituzionale: carcere per diffamazione “solo in casi eccezionali”

Carcere per diffamazione a mezzo stampa “solo in casi eccezionali di gravità”. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, che ha esaminato le questioni sollevati dai tribunali di Bari e Salerno sulla legittimità della pena detentiva per i reati di diffamazione a mezzo stampa. La Consulta ha dichiarato incostituzionale l’articolo 13 della legge sulla stampa del 1948, che sanciva finora la reclusione da uno a sei anni e il pagamento di una multa in caso di condanna per diffamazione.

“La decisione della Corte costituzionale sul carcere per i giornalisti segna un passo avanti deciso nella direzione più volte indicata dalle istituzioni europee e da quelle dei giornalisti”, ha commentato Giuseppe Giulietti, presidente Fnsi. “Spiace tuttavia – ha proseguito – dover constatare che questa decisione avrebbe dovuto essere licenziata dal Parlamento e dal governo”.