Home ATTUALITÀ Cotti e Ricotti: la “manina” pesca tra i vecchi nomi di Letta

Cotti e Ricotti: la “manina” pesca tra i vecchi nomi di Letta

Ultimo aggiornamento 13:07

La Sogin è una società pubblica al 100% del ministero dell’Economia, ma sotto l’indirizzo strategico del ministero dello Sviluppo Economico. Si occupa dello smantellamento delle centrali nucleari, e della lucrosa gestione dei rifiuti radioattivi. In queste ore è in atto una vero e proprio braccio di ferro sulle sue nomine: tra da una parte Lega e Cinque Stelle, e dall’altra qualcuno del MEF (forse in buona fede). Un braccio di ferro fa sempre leva sulla “manina” (quella storica).

La “manina” spera nell’aiutino di qualche “uomo ponte” col MEF, per consentire un ribaltamento dei nomi in lizza per il nuovo Cda. Una corsa disperata (pardon un braccio di ferro) per la temuta assemblea. Oggetto del contendere: il rinnovo dei vertici della Sogin, indetto per le ore 15 del giorno 7 agosto. Rammentiamo la nostra tesi giornalistica (aspettiamo d’essere smentiti dai fatti): l’assemblea verrà rinviata con la scusa che è troppo sotto Ferragosto. La domanda nasce spontanea: ma quando è stata convocata hanno consultato il calendario o semplicemente lanciato una data a caso? Ricordiamo che si tratta solo d’un ostruzionismo interno aziendale. Di qualcuno contro le scelte del Governo, per provare entro questa data a spiazzare l’accordo raggiunto tra i partiti della maggioranza (Lega e Cinque Stelle).

Prendendosi così gioco dell’esecutivo. Quindi un gioco per tentare la riconferma dell’attuale Presidente della Sogin (Marco Enrico Ricotti) e puntare su Giuseppe Zollino come amministratore delegato, facendo così mutare la rosa dei consiglieri designati per il Cda. Merita menzione quanto scritto il 18 marzo 2015 da Dagospia: nell’occhiello si leggeva “Fallimenti atomici. Il Governo si prepara a commissariare Sogin, la società che si occupa dello smaltimento del nucleare. Pesano i gravi ritardi e la guerra tra il presidente Zollino e l’Ad Casale”.

I problemi in Sogin sono iniziati dal secondo giorno in cui si sono insediati (scelti dal governo Enrico Letta) il presidente Giuseppe Zollino (professore esperto di energia) e l’amministratore delegato Riccardo Casale (manager con esperienze in varie municipalizzate). Il tentativo in corso in queste ore consisterebbe nel far digerire a Cinque Stelle e Lega (sempre per mano della “manina” sul MEF) le nomine di provenienza Enrico Letta (centro-sinistra). Secondo Dagospia del 2015 non sarebbe proprio la panacea per curare il male.

Ruggiero Capone