ANIMALI

Covid-19: cani, gatti ed altri animali possono infettarsi ma non contagiare, avverte l’Iss

Gli animali da compagnia possono essere potenzialmente esposti al virus Sars-CoV-2 in ambito domestico e contrarre l’infezione attraverso il contatto con persone infette”. Ma non solo: “Allo stato attuale, non esistono evidenze che gli animali da compagnia svolgano un ruolo epidemiologico nella diffusione all’uomo del virus. Anzi, il rapporto con gli animali è importante per il nostro benessere in questo periodo di forzato isolamento. Tuttavia per proteggerli è necessario adottare precauzioni per un accudimento sicuro, soprattutto se si è contagiati”.

I nostri amati animaletti non sono altro che vittime

E’ quanto spiega un interessante studio condotto e reso pubblico oggi, dall’Iss, secondo il quale “La diffusione dell’infezione da virus Sars-CoV-2 nell’uomo avviene per contatto interumano. Tuttavia, i gatti, i furetti e, in misura minore, i cani sono suscettibili all’infezione”.

Un rapporto che rende finalmente giustizia ai nostri poveri ed inermi ‘animaletti’ che, qualche giorno fa, quando ‘qualcuno’ aveva annoverato tra gli untori, facendo passare loro un brutto quarto d’ora (complice la smisurata ignoranza che serpeggia), prossimi ad essere ripudiati. 

“A fronte di 3 min di umani contagiati, sono appena 4”

Intanto, visto che in questi giorni non facciamo altro, basterebbe già fidarsi dei soli numeri: su “oltre 2,3 milioni di casi di Covid-19 riportati nell’uomo in tutto il mondo sono stati segnalati solo quattro animali (due cani e due gatti) con diagnosi certa per Sars-CoV-2 in condizioni naturali”, ad ogni modo, si legge, “occorre agire con un principio di precauzione ed evitare che gli animali possano contrarre l’infezione ed eliminare il virus”.

Dunque, impariamo a proteggerli dai casi positivi

Dunque, benvenute queste ragionevoli 30 pagine vergate dall’Istituto superiore di sanità che, tra l’altro, elencano anche le infezioni degli animali, fornendo ai proprietari quali precauzioni adottare a loro. Come spiega infatti o studio, “le persone con diagnosi sospetta o confermata di Covid-19 dovrebbero evitare di avere contatti con gli animali presenti nel contesto domestico e non dovrebbero, nei limiti del possibile, occuparsi del loro accudimento. Questo dovrebbe essere assicurato prioritariamente grazie all’aiuto di un familiare o convivente e in caso di necessità, prevedendo il ricorso ad aiuti esterni”.

In caso si venga contagiati è meglio affidarli ad altri

Ma non solo, a loro volta, chi aiuta esternamente “dovrebbe adottare misure di protezione individuali e procedure che permettano di minimizzare il rischio di esposizione diretto (contatto con le persone presenti nel nucleo abitativo) o indiretto (contatto con l’ambiente abitativo). E devono essere informati in anticipo se l’animale di cui si prendono cura appartiene ad un nucleo in cui vivono o hanno vissuto persone con sospetta o confermata Covid-19″.

Ad oggi contagiati 2 cani, 2 gatti, tre tigri e tre leoni

Ma chi sono, e a quale razza e ‘nazionalità’ appartengono gli animali ad oggi trovati positivi al coronavirus? Il primo in assoluto è stato un volpino di Pomerania scoperto ad Hong Kong. Quindi, nella stessa città, è stata poi la volta prima di un pastore tedesco, e poi di un gatto.Altri casi ci portano a New York dove, nel famoso Zoo del Bronx è risultata positiva una tigre malese di 4 anni. Quindi, a seguire, si è poi ammalata anche la sorella e un’altra tigre. Il contagio ha poi investito anche 3 leoni

In Europa al momento è noto soltanto il caso di un gatto ‘infettati’ (in Belgio). Dal canto suo, dopo aver eseguito diverse analisi,  lo Usda ha ipotizzato che con molte probabilità nel caso degli Usa, a contagiare gli animali è stato – suo malgrado – un dipendente all’addetto dell’accudimento degli stessi, con infezione asintomatica dipendente, tramite infezione asintomatica.

Max