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Covid-19 Lazio, eccetto i focolai di Latina e Nerola, situazione sotto controllo

Ultimo aggiornamento 20:54

Premessi due preoccupanti focolai di Latina e del comune di Nerola, in Sabina, per quel che riguarda il Lazio la situazione è abbastanza sotto controllo, con la Capitale che per il momento sembra ‘tenere botta’ abbastanza bene.

Poco fa è terminato il quotidiano confronto della task force Covid-19, che ha visto in video-conferenza l’assessore della Regione Lazio Alessio d’Amato, i direttori delle Asl, e i principali ospedali romani.

“Il Lazio entra ora nella terza fase”

Con il documento firmato oggi è partita la terza fase di gestione dell’emergenza COVID-19 nel Lazio – annuncia l’assessore regionale – Il Sistema sanitario regionale mette a disposizione 2 mila posti letto di degenza ordinaria e 450 posti di terapia intensiva di fatto raddoppiando il numero delle terapie intensive e andando oltre la previsione nazionale del 50%. Gli ospedali HUB sono destinati a gestire i casi di maggior impegno clinico e assistenziale, gli ospedali SPOKE sono strutture destinate alla gestione di casi COVID-19 a minor impegno e collegati con l’HUB di riferimento per la consulenza infettivologica”.

Come funziona la rete di raccordo degli interventi

Quindi D’Amato ha informato circa gli ospedali ‘Spoke’ dedicati appositamente ai casi di coronavirus. “Rispetto ai livelli di intensità si fa riferimento al protocollo di gestione clinica dell’INMI Spallanzani. Gli ospedali SPOKE, costituiscono al loro interno team multidisciplinari che operano in stretto raccordo con i team degli ospedali HUB. La terza fase prevede inoltre che l’Ares 118 adatti la propria rete alla rete Covid-19 differenziando al triage i pazienti sospetti nei diversi livelli di rete. La richiesta di trasferimento dei pazienti avviene tramite piattaforma dedicata gestita dall’Ares 118 con il coordinamento della task-force regionale. Sono ridefinite inoltre temporaneamente le reti tempo-dipendenti fino alla fine dell’emergenza. E’ uno sforzo straordinario – ha quindi concluso D’Amato –  ma indispensabile per garantire l’assistenza in questa fase di emergenza. Non bisogna abbassare la guardia”.

Il quadro delle aree di afferenza sul territorio laziale

Sono state costituite 9 aree di afferenza: Area A – Hub: Gemelli- COVID 2 Columbus e Spoke: Villa Aurora, IDI, San Paolo di Civitavecchia; Area B – Hub: A.O. Sant’Andrea e Spoke: San Filippo Neri, San Pietro Fatebenefratelli e ospedale di Palestrina; Area C – Hub: COVID 4 Tor Vergata e Spoke: ospedale Pertini, Nuova Annunziatella, Regina Apostolorum di Albano e Ospedale dei Castelli; Area D – Hub: Policlinico Umberto I COVID 5 Eastman e Spoke: ospedale Vannini; Area E – Hub: COVID 1 Spallanzani e Spoke ospedale militare del Celio,  COVID 3 Casal Palocco, San Camillo Forlanini, Campus Bio-Medico, Israelitico e ospedale Grassi di Ostia; Area F – Hub: Santa Maria Goretti di Latina e Spoke: presidio Di Liegro di Gaeta; Area G – Hub: ospedale Belcolle di Viterbo; Area H – Hub: ospedale De Lellis di Rieti; Area I – Hub: ospedale Spaziani di Frosinone.

Max