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Covid, Alzano e Nembro: il Cts invocò già dal 3 marzo la zona rossa ma ‘qualcuno’ vi lavorò contro

Ultimo aggiornamento 12:46

Forse, oltre alle inchieste molto circostanziate de Le Iene, hanno contribuito ad approfondire la questione anche i verbali ‘desecretati’ (su ‘ordine’ del governo, da ieri online su portale della Fondazione Luigi  Einaudi), delle diverse riunioni che, tra la fine di febbraio e l’inizio di aprile, il Comitato Tecnico Scientifico tenne in merito alla terribile emergenza sanitaria che in quei giorni stava angustiando il Paese.

Valseriana: il Cts aveva già capito tutto ma…

Ebbene, rivela oggi l’Eco di Bergamo – tra i pochi fortunati ad aver avuto accesso ai verbali online prima che il sito andasse in tilt per il traffico – nell’ambito della riunione che il Cts tenne il 3 marzo (ha riferito Niccolò Carretta, consigliere regionale lombardo), si giunse alla conclusione che sarebbe stato opportuno adottare delle misure restrittive nella Valseriana. Nello specifico, e qui i ‘conti tornano’, trasformando i comuni di Alzano Lombardo (dal cui ospedale si propagò la virulenza), e di Nembro in ‘zone rosse’.

Un’intuizione felice che, come abbiamo poi visto, avrebbe sicuramente evitato migliaia di contagi tuttavia, e qui si dipana il mistero, nonostante l’autorevole ed unanime parere scientifico, il governo non seguì il report ma, addirittura, lo ignorò. Perché?

Valseriana: “La zona rossa invocata già il 3 marzo”

Come spiega il quotidiano bergamasco, facendo riferimento ai comuni di Alzano Lombardo e di Nembro, nel verbale numero 16, redatto a fine della riunione tenutasi martedì 3 marzo, si legge che ”Il Comitato propone di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della zona rossa anche in questi due comuni, al fine di limitare la diffusione dell’infezione nelle aree contigue”.

Valseriana: pronti alla zona rossa, ‘qualcuno’ fermò tutto

Quindi, scrive ancora ‘L’Eco’, due giorni dopo, il 5 marzo, l’area in questione venne raggiunta da un forte dispiegamento di forze dell’ordine: almeno 250 uomini, fra agenti, carabinieri e finanzieri, pronti a ‘perimetrare la zona’.

Il loro arrivo era stato frutto delle ripetute ‘insistenze’ del Cts nei confronti della Regione Lombardia, dell’Iss e del governo stesso. Ora sapere chi ‘non volle’ l’istituzione da subito della zona rossa è impossibile però, quello che è certo, è l’assoluta convinzione del Cts che nell’occasione scrisse: “I due comuni si trovano in stretta prossimità di Bergamo e hanno una popolazione rispettivamente di 13.639 e 11.522 abitanti. Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili ad un’unica catena di trasmissione. Ne risulta, pertanto, che l’R0 è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un indicatore di altro rischio di ulteriore diffusione del contagio”. Ebbene, nonostante ciò, delle zone rosse non fu mai fatta menzione…

Max