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Covid, “La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma non escludo chiusure”, spiega Boccia

Ultimo aggiornamento 17:42

Non escludere interventi in caso di aumenti dei contagi non significa chiudere, ma essere pronti a ogni intervento. Evitiamo di generare preoccupazioni. La priorità assoluta per il Governo e per le Regioni è difendere lavoro e scuola”.

Il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, qualora il numero dei nuovi contagi dovessero toccare la soglia di sicurezza, non esclude che si possa anche arrivare a chiudere alcune Regioni, fra quelle maggiormente interessate da questa recrudescenza.

Boccia: “La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata”

Le limitazioni di spostamento tra le regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento – afferma infatti il ministro – Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c’è una spia che si accende bisogna intervenire”.

Boccia: “Esamineremo le proposte delle Regioni per capirei da farsi”

Tuttavia Boccia si dichiara ottimista anche perché, tiene a sottolineare, ”Oggi le reti sanitarie regionali funzionano bene per il lavoro congiunto di rafforzamento quotidiano fatto tra Stato e Regioni. In questi giorni convocheremo con il presidente Bonaccini la cabina di regia per fare il punto sulle proposte delle Regioni così come stabilito ieri in conferenza Stato-Regioni”.

Boccia: “La risalita dei contagi era prevedibile. Le terapie intensive sono rafforzate”

Insomma, nonostante la – legittima – paura, la situazione è sotto controllo: “La risalita dei contagi era prevedibile e – spiega Boccia –  Le terapie intensive sono state rafforzate. Questi sono numeri diversi rispetto a quelli di aprile, anche se il virus c’è e bisogna conviverci. Come governo non fissiamo nessuna asticella”.

Boccia: “Non è accettabile aspettare ore ed ore per un tampone”

Infine, a proposito dei test rapidi, il ministro degli Affari Regionali rimarca che “Non è accettabile aspettare ore e ore per fare un tampone. Bisogna potenziare i servizi sanitari, stiamo lavorando sui test rapidi perché si possano fare ovunque”.

Max