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Covid Lazio, ospedali sotto pressione. Il governo chiede alle regioni di accelerare con i vaccini

Dopo più di una settimana in zona rossa, nel Lazio calano i contagi, ma aumentano i decessi (ieri 19, +4 rispetto a domenica), i ricoveri e i pazienti in terapia intensiva. Sono gli effetti delle misure più restrittive e della terza ondata del virus, che preoccupa soprattutto per la pressione sulla rete ospedaliera. In regione la soglia d’allerta dei posti letto occupati nelle terapie intensive è al 36% (dati Agenas), superiore di 6 punti percentuali dalla soglia critica fissata dal governo.

L’emergenza ha colpito in particolare diversi ospedali della Capitale, costretti a lasciare le ambulanze ferme davanti ai pronto soccorso con i pazienti (Covid e non) in attesa di un posto letto. Uno stop durato “un paio d’ore” e rientrato “sotto controllo”, ha spiegato l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.

Nel frattempo procede la campagna vaccinale. Ieri in Regione sono state superate le 20mila somministrazioni. Il Lazio è finora tra le più virtuose, ma le vaccinazioni nel Paese procedono in ordine sparso e l’esecutivo chiede ai governatori di accelerare. Oggi circa un milione di dosi Pfizer verranno ridistribuite tra le regioni ed entro la fine del mese le dosi consegnate nella penisola (tra tutti i farmaci disponibili) saranno in totale oltre 14 milioni. 1,7 in meno, però, rispetto a quelle previste per il primo trimestre.