Ddl anticorruzione passa alla Camera: esultano Lega-M5s

    Ultimo aggiornamento 00:00

    Alla fine è stato approvato a Montecitorio in via definitiva il ddl anticorruzione che ha passato l’ostacolo di due votazioni a scrutinio segreto (sull’abuso d’ufficio e sul peculato). I consensi sul ddl anticorruzione sono stati 304, i pareri negativi 106, 19 gli astenuti. Sulle poltrone della camera c’erano, durante la votazione del ddl anticorruzione, il vicepremier Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede, il Guardasigilli che ha messo la firma sulla legge rinominata – iperbolicamente – “Spazzacorrotti”. E i due, subito dopo l’approvazione, si sono lasciati ad un lungo abbraccio.Forza Italia si è astenuta dal voto. Contrarie gli altri partiti di opposizione, a favore M5S e Lega. E ci sono stati attimi di tensione per le frasi dichiarate dalla pentastellata Giulia Sarti, controbattute da Pd e Forza Italia. “Non accettiamo che passi l’idea che chi vota a favore del ddl è contro la corruzione e l’illegalità, e chi vota contro no”, hanno risposto Emanuele Fiano e Simone Baldelli. Il deputato forzista ha invocato anche l’aiuto del presidente Roberto Fico. Subito dopo la votazione, la festa M5S si è riversata in piazza. Tra le bandiere con il logo a cinque stelle e striscioni con la frase ’Bye bye corrotti’ e ’Attenzione cambiamento in corso’. E Di Maio e Bonafede sempre al centro. ” Nulla sarà più come prima “, ha gioito Di Maio. Che si è complimentato anche con la Lega. Nella precedente votazione alla Camera era sorta la vicenda dell’emendamento sul peculato, illustrato dall’ex 5Stelle Vitiello, e votato a scrutinio segreto con il governo sconfitto e i sospetti riversati sui leghisti attaccati a Giorgetti. Al Senato si era dovuto ricorrere  al voto di fiducia, con aspre polemiche. Nella legge sono due i punti cardini: le norme sulla prevenzione e il freno ai reati verso la pubblica amministrazione e ai partiti di governo.