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Demi Moore si racconta: lo stupro, gli amori falliti e la dipendenza

L’abbiamo vista innamorata (‘Ghost‘), in azione (‘Codice d’onore‘), impacciata (‘Proposta indecente‘), e sexy come non mai (‘Streap Tease‘), ed ogni volta ne abbiamo apprezzato le virtù recitatorie. Ma come confessa ora nella sua autobiografia, “La vita da attrice è emozionante, eppure mi sento molto vulnerabile. Non è come interpretare un personaggio in un film. Non c’è qualcun altro che interpreta me”. E già perché a 56 anni, con alle spalle una carriera filmica di sostanza, Demi Moore ha finalmente deciso di mettersi a nudo, raccontandosi attraverso rivelazioni che per alcuni aspetti vanno di gran lunga oltre le sceneggiature sin qui interpretate sul grande schermo.
In ‘Inside Out‘ (nelle librerie il 24 settembre), l’attrice ha deciso di rivelarsi non risparmiando ai fan ed ai lettori anche episodi ‘pesanti’. Dall’infanzia ‘on the road‘ con la sua famiglia (una madre incline al suicidio, ed un padre poi rivelatosi un patrigno); la prima convivenza a soli 16 anni; la traumatica esperienza dello stupro, subito giovanissima; quindi i matrimoni (sofferti, il primo dei quali a 18 anni); l’amore per le tre figlie (Tallulah Belle, Scout LaRue e Rumer Glenn), avute dal collega-marito Bruce Willis; poi le nozze con il giovane Ashton Kutche (di 15 anni più giovane); e la lunga e sofferta frequentazione con la dipendenza. Infine la carriera.
Un libro che non mancherà di incuriosire i media, soprattutto quelli intitolati al gossip, che più volte in passato hanno ‘attinto’ a piene mani dalle sue vicissitudini sentimentali ed artistiche. Una vita in parte funesta ma vissuta, che se da un lato dipinge l’aspetto umanamente sofferto della sua protagonista, dall’altro spiega la tempra e la grinta che ne sono derivate, rendendo i suoi personaggi così straordinariamente credibili…
Max