Deviazione senza precedenti, rischio di seria violazione del Patto

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    Polemiche, tensioni, dinieghi e raffreddamenti nei rapporti istituzionali e diplomatici tra l’Italia e l’Europa dopo che il governo giallo verde ha varato la tanto dibattuta e contestata manovra finanziaria che è già stata oggetto delle contestazioni europee.
    In particolare Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici hanno diffuso la lettera con la quale la Commissione europea critica duramente il Progetto di Bilancio che il governo il 15 Ottobre ha inviato a Bruxelles tramite il Consiglio dei Ministri. Poche ore dopo, mentre in Europa Conte incassava sguardi torti e dichiarazioni negative, lo stesso Cdm dopo aver generato il decreto fiscale con il caos del condono ha iniziato a andare in crisi con tanto di monito da parte dello stesso Conte nel chiamare tutti a raccolta in merito al meeting tra i ministri convocato per Sabato.
    Ma L’Europa pensa all’Europa, non alla beghe interne italiane. Nella missiva, che cade su Roma durante l’incontro tra il ministro al Tesoro, Giovanni Tria, e lo stesso Moscovici, il vicepresidente e il commissario agli Affari economici elencano una serie di criticità evidenti.
    In primo luogo, in effetti, il bilancio italiano mostra per loro una deviazione “senza precedenti nella storia del Patto di stabilità”, non già soltanto perchè prevede una espansione vicina all’1% – mentre il Consiglio aveva invitato l’Italia a una correzione fiscale – ma anche per la prevista deviazione dagli obiettivi pari all’1,5%. In base a questi dati, per l’Europa si profila “un non rispetto particolarmente serio con gli obblighi del Patto” e si chiede al Governo di dare una risposta ai rilievi entro lunedì 22 ottobre.

    Moscovici e Dombrovskis affermano che – con un debito al 130% del Pil e le attuali previsioni – l’Italia corre il rischio di uscire dalla regola sul debito. Nel maggio 2018, quando fu giudicata la posizione italiana si ricordò come il governo fosse ancora dentro il quadro preventivo del Patto di Stabilità e Crescita e dunque non erano state adottate sanzioni. Ma ora “la conclusione del report” sull’Italia “in base all’Articolo 126 potrebbe esser rivista”, qualora non fosse più garantita “l’adesione italiana al Patto alla luce delle deviazioni previste” con la Manovra.
    Dunque nella lettera ci si chiede perchè non siano stati accolti i rilievi dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, con la conclusione che esiste sul serio un “rischio particolarmente grave di non-compliance (mancato rispetto) degli obblighi di bilancio previsti dal Patto di Stabilità e crescita”.
    L’Italia ha ora tempo fino al 22 ottobre per rispondere, poi la Commissione prenderà la decisione finale sulla Manovra entro la fine del mese. Se arrivasse una formale bocciatura con richieste di modifica, sarebbe una prima.