Di Battista sul padre: ’’Un fascista liberale’’

    Ultimo aggiornamento 00:00

    “Mio padre provoca: è nel suo personaggio, è una persona onesta, lo rispetto così tanto perché mi ha insegnato questa irriverenza penso che sia la persona più liberale, nel senso buono del termine, che io sappia: un fascista, come si definisce, chi vuole che la Chiesa paghi l’Imu, un fascista per le unioni civili, antimperialista, molto più amante del Che di Berlusconi o di Bolsonaro, un personaggio molto particolare”. Dichiarazione d’amore e non politica, altrimenti il ??fascismo liberale sarebbe un ossimoro perché il fascismo non aveva nulla di liberale. Allora sarebbe stato meglio dire: è mio padre, lo amo così. Ma Di Battista junior ama anche l’iperbole e costruisce un ritratto con troppi colori, alcuni in contraddizione tra loro. Anche se i fascisti che dicono di essere tali oggi sono cambiati, hanno votato molti partiti diversi, si sono evoluti e nel corso degli anni potrebbero aver preso qualcosa da culture politiche diverse dalla loro.

    Alla trasmissione Accordi & Disaccordi in onda sul canale Nove di Discovery Italia, il grillino in trasferimento temporaneo (di ritorno a Natale) parla un po’di tutto. E soprattutto l’alleanza con la Lega. Salvini è invitato a essere fedele “altrimenti si torna a votare”. Cambiare la politica di immigrazione perché le persone “non si fermano ai muri e alle porte chiuse”. E se le cose non funzionassero bene, se gli argomenti fossero sempre all’ordine del giorno, Di Battista dice: “Il Movimento a 5 stelle non deve mantenere il potere per sempre e io ne sono la prova vivente.” Ma il bilancio per il momento è positivo: “Stiamo facendo molte cose e 9 su 10 sono le iniziative dei M5S: scompare l’amnistia fiscale, la legge sul conflitto di interessi. A Salvini non ci penso più? Ma in quella situazione, da una parte c’era l’impossibilità di andare da solo al governo”. Infine, un messaggio a Di Maio: “La regola del M5S prevede due mandati elettivi, non è quello che pone fine alla carriera politica di una persona”. Quindi Di Maio sarà in grado di ministrare senza candidarsi? “Le regole del movimento dicono questo, quindi stiamo parlando di iperbole”, risponde.