Home ATTUALITÀ Di Maio: Establishment dice No al referendum, italiani sono per il Sì

Di Maio: Establishment dice No al referendum, italiani sono per il Sì

Ultimo aggiornamento 11:03

Nel corso di una diretta Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è tornato a parlare di taglio dei parlamentari e non solo.  Luigi Di Maio ha voluto esprimersi in maniera diretta sul fronte della riduzione dei parlamentari con queste parole.

“Con un numero minore di parlamentari la qualità delle leggi si alzerà. Questa battaglia del referendum è una battaglia del M5S ma è di tutti i cittadini italiani e mai come in questo momento c’è bisogno di far sentire la voce degli italiani perché ci sarà la voce dei Palazzi che dirà no“. Queste le parole del ministro degli Esteri Luigi Di Maio varando la campagna referendaria e annunciando che, nelle prossime settimane, sarà sui territori per il “Si” al referendum sul taglio dei parlamentari.

Di Maio sul taglio dei parlamentari: cosa ha detto il ministro

“Attraverso il referendum avremo occasione di rafforzare il ruolo del Parlamento anche attraverso la revisione dei regolamenti. In questi giorni vedo, su molti giornali, un po’ in giro, è che sta nascendo il fronte del “no“. E’ un fronte interno alla politica, è un fronte molto di establishment, interno a coloro che hanno molto da perdere dal taglio dei parlamentari“, dichiara Di Maio. “Se andiamo a vedere la media dei principali Paesi che abbiamo in Europa o vicino all’Europa vediamo che Francia e Germania hanno un parlamentare elettivo ogni 117mila abitanti. Nel Regno Unito ogni 102 mila abitanti. Noi uno ogni 64mila abitanti. Significa che sono troppi e noi dobbiamo normalizzare il rapporto tra numeri di abitanti e numero di parlamentari. Io credo che la stragrande maggioranza degli italiani sia d’accordo. Il tema è che alcuni parlamentari hanno chiesto il referendum, dopo che hanno votato all’unanimità il taglio alla Camera”, chiarisce a suo modo Di Maio.

aggiornamento ore 1.10

Nel mentre è alta la tensione nel M5s per l’alleanza con il Pd. Da una parte, infatti, Luigi di Maio che, in un’intervista al Fatto Quotidiano, incoraggia un tavolo coi dem per le Comunali del 2021. Dall’altra i più radicali, come la senatrice Barbara Lezzi, secondo cui ‘se questo deve essere il M5S, possiamo tranquillamente dire che fino ad ora abbiamo scherzato, giocato o forse tradito‘.

Ad oggi “non governiamo in nessuna Regione e abbiamo l’1 per cento dei sindaci – rammenta Di Maio al Fatto – ma io voglio favorire la nascita di una generazione di amministratori del M5S che sappiano governare anche in coalizione, e allora serve un tavolo nazionale con il Pd per ragionare sulle Comunali del 2021. Si sono stretti diversi accordi a livello comunale. Io ho lavorato sul mio territorio, ed è arrivata a un’intesa a Pomigliano d’Arco (la cittadina di cui è originario Di Maio) In Puglia e nelle Marche i territori hanno dato una indicazione diversa, che va rispettata, e dico sin d’adesso che farò campagna per i nostri candidati”.

aggiornamento ore 5.00

Per giungere ad accordi “bisognava muoversi prima, ma se non c’è un coordinamento nazionale è difficile”. Andavano proposti “candidati 5Stelle sostenuti dagli altri, e candidati degli altri sostenuti da noi”. Di Maio garantisce che la sua non è una critica a Crimi: “Vito ha fatto l’impossibile e il ragionamento riguarda anche me. Anche io da capo politico, quando pensavo a questa tornata di Regionali e amministrative, non vedevo le condizioni sui territori per accordi”. Ad ogni modo il M5s “deve crescere. Per le Comunali del prossimo anno serve un ragionamento complessivo sulle città, partendo da Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna”.

Di Maio non ritiene che a Roma e Torino Virginia Raggi e Chiara Appendino “debbano fare un passo indietro, e non mi pare che ci sia una folla di candidati eccelsi pronti a sostituirle. Le persone e le loro capacità contano”. Il M5S deve mantenere la propria indipendenza “al di fuori delle coalizioni tradizionali. Ma c’è una generazione di eletti che ci chiede di fare accordi sui territori, e ci sono sindaci che vanno appoggiati”. Il modello di governo nazionale “va replicato dove è possibile a livello locale”. Niente accordi con il centrodestra: “Matteo Salvini, con cui non parlo dall’anno scorso, ha dimostrato di non essere serio. Basta guardare la sua campagna elettorale, dove viola tutte le regole anti-Covid”.

Aggiornamento ore 9.38